Sabato pomeriggio, l’Etna ha dato segni di una nuova eruzione, con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), attraverso l’Osservatorio Etneo, a monitorare da vicino l’attività del vulcano. Dalle immagini raccolte dalle telecamere di sorveglianza e dai rilievi effettuati dal personale Ingv, si è osservato un flusso lavico che si è sviluppato a circa 3.000 metri sul livello del mare, tra i crateri di Bocca Nuova e Sud-Est. La colata lavica si sta dirigendo verso Monte Frumento Supino, una zona che sta attualmente monitorando con attenzione l’evoluzione della situazione.
Questa nuova fase eruttiva è preceduta da un’attività esplosiva di modesta entità, che era già stata registrata dal 6 febbraio presso il cratere di Sud-Est, sebbene in maniera episodica e poco intensa. L’INGV ha chiarito che il tremore vulcanico, indicatore importante della dinamica sotterranea, si sta mantenendo su valori medi, con oscillazioni lievi che non destano al momento preoccupazioni immediate.
Sebbene l’attività esplosiva sia stata limitata, il flusso di lava, che ha preso piede con forza, rappresenta comunque un nuovo capitolo nell’attività del vulcano. L’attenzione rimane alta, ma per ora l’eruzione si configura come un evento di modesta portata. Il continuo monitoraggio della situazione da parte dell’INGV permetterà di fornire tempestivi aggiornamenti sulla sua evoluzione e sugli eventuali rischi per le aree circostanti.
