6 Ottobre 2026, martedì
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Caso Almasri: Denuncia alla Cpi contro l’Italia, Tajani Solleva Dubbi sull’Indagine

Una denuncia contro il governo italiano arriva alla Corte Penale Internazionale, accusando l'esecutivo di ostacolare la giustizia. Tajani risponde: "Forse bisognerebbe indagare sulla Cpi stessa".

La Corte Penale Internazionale (CPI) ha ricevuto una denuncia ufficiale contro il governo italiano, presentata da una vittima delle torture inflitte dal generale libico al-Masri. L’accusa principale è quella di “ostacolo all’amministrazione della giustizia”, violando l’articolo 70 dello Statuto di Roma, che regola il funzionamento della Corte. Nella denuncia sono stati indicati espressamente alcuni membri del governo italiano: la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

L’iniziativa giuridica arriva dopo una serie di sviluppi che avevano sollevato preoccupazioni sul coinvolgimento italiano nelle vicende relative ad al-Masri. In particolare, la stampa, tra cui Avvenire, aveva rivelato che era stato aperto un fascicolo d’indagine da parte della CPI riguardo all’operato delle autorità italiane in questa vicenda. La denuncia solleva dubbi su presunti tentativi da parte del governo italiano di ostacolare la giustizia, impedendo o ritardando il processo per la vittima delle torture, che sarebbe stato eseguito su ordine delle autorità libiche.

La risposta alle accuse non si è fatta attendere. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha infatti commentato la questione, suggerendo che la CPI stessa potrebbe necessitare di un’indagine. “Forse bisognerebbe indagare sulla Corte Penale Internazionale”, ha dichiarato Tajani, insinuando che l’operato della Corte potrebbe essere stato influenzato da fattori esterni o che le sue procedure possano non essere del tutto imparziali.

Il caso Almasri solleva questioni delicate riguardo alla cooperazione internazionale e al rispetto dei diritti umani, mettendo sotto i riflettori non solo le azioni del governo italiano, ma anche la credibilità e l’efficacia della CPI nel perseguire i crimini internazionali. L’evoluzione della vicenda potrebbe avere ripercussioni significative, tanto per la politica estera dell’Italia quanto per il funzionamento della giustizia internazionale.

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