Roma, 31 gennaio 2025 – Un’importante decisione dei giudici della Corte d’appello di Roma ha segnato una svolta nel caso dei 43 migranti che si trovavano nel centro di detenzione di Gjader, in Albania. I magistrati hanno sospeso il trattenimento dei richiedenti asilo, stabilendo che dovranno essere trasferiti in Italia e liberati. La sentenza ha rimesso gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con riferimento agli articoli 267 TFUE e alle normative processuali previste.
Il provvedimento, redatto in un documento di 25 pagine, è stato emesso nel tardo pomeriggio di ieri. Stando alla decisione, i migranti saranno trasportati a Bari nella serata stessa, a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera. Questo passo giuridico segna la fine, almeno per ora, dell’iniziativa che aveva visto il governo italiano tentare di trasferire i migranti in Albania come parte di una strategia per gestire l’emergenza migratoria.
La decisione ha immediatamente suscitato forti reazioni politiche. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha accusato la magistratura di ostacolare le politiche governative di sicurezza. “Continua l’opera di boicottaggio della magistratura italiana alle politiche di sicurezza per contrastare l’immigrazione clandestina”, ha dichiarato Gasparri, esprimendo preoccupazione per l’approccio della giustizia in tema di immigrazione. “La sfida è politica, temeraria e ostile ai principi fondamentali dell’ordinamento”, ha aggiunto, sottolineando che la lotta contro l’immigrazione illegale è troppo importante per essere fermata dalle decisioni dei tribunali.
Contrariamente, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito l’iniziativa del governo una “follia” e un “clamoroso fallimento”. “Giorgia Meloni si rassegni”, ha dichiarato Schlein, aggiungendo che i centri in Albania sono destinati a fallire. La leader del PD ha poi lanciato dure critiche alla gestione economica dell’operazione, parlando di “soldi pubblici buttati” e chiedendo trasparenza sui costi sostenuti dallo Stato per questa missione. Secondo le stime del PD, oltre un miliardo di euro sarebbe stato speso, denaro che Schlein ritiene avrebbe dovuto essere investito in servizi essenziali come il rafforzamento del personale sanitario.
Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ha parlato di “figuraccia del governo”, accusando l’esecutivo di aver intrapreso una politica che si sarebbe inevitabilmente scontrata con la realtà. “La deportazione dei migranti in Albania è finita in un nulla di fatto”, ha affermato Fratoianni, criticando la politica migratoria della Meloni e ritenendo che il governo stia cercando di evitare le proprie responsabilità, mentre fa ricorso alla propaganda. “Non devono più accusare la magistratura, ma affrontare la realtà”, ha concluso.
Anche Carlo Calenda, segretario di Azione, ha bocciato l’iniziativa, sottolineando che era evidente che l’Albania non fosse un’opzione valida per l’accoglienza. “Una follia che va chiusa subito”, ha dichiarato Calenda, ricordando che la struttura albanese non era in grado di ospitare i numeri previsti e che il costo dell’operazione era esorbitante, con una cifra che ammontava a 800 milioni di euro.
L’incertezza sulla gestione dei migranti e sulle politiche europee in materia continua a generare forti dibattiti e divisioni politiche. La vicenda dei 43 migranti portati in Albania si inserisce in un contesto più ampio, in cui le tensioni tra giustizia, governo e opinioni pubbliche si intensificano, senza ancora offrire una soluzione chiara alla questione migratoria.
