A cura di Daniela Avallone
Il panorama imprenditoriale del Nord-Ovest italiano, che comprende Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, si presenta con andamenti contrastanti, segnando una fase di crescita moderata affiancata da sfide significative. I dati del Registro Imprese 2024 evidenziano come, pur con alcune luci, la regione debba fare i conti con un tasso di mortalità aziendale superiore alla media nazionale, ma con un forte spirito di resistenza soprattutto nel comparto artigianale.
Natalità imprenditoriale in crescita, ma sotto la media nazionale
Il tasso di natalità delle imprese nel Nord-Ovest si attesta al 4,18%, un dato leggermente inferiore alla media nazionale di 4,21%, ma comunque superiore rispetto alle regioni del Mezzogiorno (3,83%). Tra le regioni del Nord-Ovest, la Valle d’Aosta (4,25%) e il Piemonte (4,23%) si distinguono per un tasso di crescita superiore alla media nazionale, piazzandosi rispettivamente al sesto e settimo posto in Italia.
Guardando al dato relativo alle sole società di capitale, il tasso di natalità complessivo scende al 4,36%, al di sotto della media nazionale che si attesta al 4,52%. Tuttavia, la Valle d’Aosta emerge come un caso positivo, conquistando il terzo posto tra le regioni italiane con un impressionante 4,96%.
Un tasso di mortalità aziendale allarmante
Il fenomeno più preoccupante, tuttavia, riguarda il tasso di mortalità delle imprese. Con un dato del 4,0%, il Nord-Ovest supera la media nazionale di 3,7% e si posiziona come la macro-ripartizione con il maggior numero di chiusure aziendali. La situazione è particolarmente critica in Piemonte, che con un tasso di mortalità del 4,2% detiene il primato negativo a livello nazionale. Questo dato testimonia le difficoltà che molte aziende locali stanno affrontando, ma sottolinea anche la necessità di azioni mirate per sostenere la resilienza del tessuto imprenditoriale.
L’artigianato come motore di resistenza
Nonostante le difficoltà, il Nord-Ovest si distingue per una forte presenza di imprese artigiane, che costituiscono il 27,2% del totale, il valore più alto d’Italia (rispetto alla media nazionale di 21,2%). In particolare, la Valle d’Aosta si conferma leader in questo settore, con il 29,3% di imprese artigiane, seguita da Piemonte (27,8%) e Liguria (24,1%).
Questa propensione per l’artigianato si riflette anche nel comparto dei lavori di costruzione specializzati, dove l’84,7% delle imprese sono artigiane, ben al di sopra della media nazionale del 75,9%. La Valle d’Aosta (87,8%) e il Piemonte (85,3%) occupano rispettivamente il secondo e terzo posto a livello nazionale. A livello provinciale, Cuneo si distingue con il 89,4% di imprese artigiane, seguita da Verbano-Cusio-Ossola (89,0%), Biella (87,7%) e Imperia (83,1%).
Imprese giovanili artigiane: il futuro in mano ai giovani
Un altro dato positivo che emerge è la quota di imprese giovanili artigiane, che nel Nord-Ovest rappresentano il 10,3% del totale, rispetto al 9,7% della media nazionale. Questo dato indica un potenziale interessante per il rilancio del settore, in particolare per quanto riguarda l’innovazione e la capacità di attrarre nuove generazioni di imprenditori. Le imprese giovanili sembrano essere una risorsa chiave per il futuro, rappresentando una riserva di energia vitale per il comparto artigiano, che potrebbe così trovare nuova linfa e affrontare con maggiore slancio le sfide economiche future.
Un quadro complesso, ma con prospettive di rilancio
In sintesi, il Piemonte e il Nord-Ovest in generale si trovano di fronte a un quadro imprenditoriale complesso, segnato da un elevato tasso di mortalità aziendale ma anche da un’incredibile presenza di imprese artigiane e giovanili. Sebbene il numero di chiusure sia preoccupante, la solida tradizione artigiana rappresenta una risorsa fondamentale per superare le difficoltà. L’innovazione, l’incremento delle imprese giovanili e un focus sulla sostenibilità potrebbero essere le chiavi per il rilancio del territorio, con un settore artigiano che ha ancora molto da offrire all’economia locale e nazionale.
