Nella mattina di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’importante operazione di polizia, eseguendo un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Locri, con la quale sono state adottate misure cautelari nei confronti di sei persone coinvolte in un’inchiesta su presunti gravi illeciti amministrativi, abusi d’ufficio e turbative di gare pubbliche. Tra gli indagati figurano l’ex Sindaco e un Assessore “pro-tempore” del Comune di San Luca, accusati di avere abusato dei loro poteri e compiuto atti illeciti nell’ambito della gestione di spazi pubblici e delle concessioni a soggetti legati alla criminalità organizzata.
L’operazione si inserisce nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Locri, con la collaborazione della Stazione Carabinieri di San Luca. Le misure cautelari applicate hanno coinvolto l’ex Sindaco e l’Assessore con delega alle opere pubbliche, urbanistica e cooperazione, che sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre a quattro dirigenti della società calcistica “A.S.D. San Luca 1961” è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. L’ordinanza ha inoltre disposto il sequestro preventivo dello stadio comunale “C. Alvaro” e la revoca della concessione dello stesso alla suddetta società calcistica.
Le indagini si concentrano su due principali vicende che riguardano il Comune di San Luca e le concessioni di spazi pubblici: la gestione dell’Area Mercatale del Santuario di Polsi e la concessione dello stadio comunale “C. Alvaro” alla squadra calcistica locale. Gli indagati devono rispondere di turbativa d’asta, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti ufficiali, falsificazione di documenti amministrativi e abusi connessi alla gestione di strutture pubbliche. L’ex Sindaco, inoltre, è accusato di aver autorizzato l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo, con particolare riferimento alla gestione dello stadio comunale.
Le indagini e il contesto storico
L’inchiesta ha preso avvio a seguito di controlli amministrativi effettuati dai Carabinieri nel settembre 2022, in occasione della “Fiera della Montagna”, evento che si tiene annualmente nel mese di settembre presso il Santuario della Madonna di Polsi. Il Santuario, oltre a essere un importante luogo di culto mariano, è noto per il suo legame con la ‘Ndrangheta, che ne ha fatto un simbolo di potere e influenza. È stato anche al centro di numerose indagini giudiziarie e inchieste antimafia, che hanno evidenziato la connessione tra la criminalità organizzata e alcune attività economiche locali.
In questo contesto, le indagini hanno rivelato che l’Assessore con delega alle opere pubbliche aveva gestito in modo illecito l’assegnazione degli spazi pubblici presso l’Area Mercatale del Santuario, destinati alla vendita di articoli religiosi, alimenti e bevande durante la festa annuale. L’Assessore, insieme all’ex Sindaco, ha infatti rilasciato permessi di vendita a soggetti legati alla criminalità organizzata, aggirando volutamente le procedure previste dal bando di gara, che non è mai stato completato. La falsificazione degli atti, l’assenza di una regolare istruttoria e la mancanza di graduatorie ufficiali hanno consentito a numerosi commercianti, già condannati in via definitiva o colpiti da misure di prevenzione antimafia, di ottenere in modo illecito le concessioni, nonostante non avessero i requisiti necessari.
Le irregolarità nello sport: lo stadio comunale
Le indagini hanno messo in luce anche una seconda vicenda che coinvolge direttamente la “A.S.D. San Luca 1961”, squadra calcistica che, durante il periodo in esame, militava nel campionato di Serie D. Tra novembre 2023 e gennaio 2024, gli amministratori locali, in particolare l’ex Sindaco e l’Assessore, hanno concordato con i dirigenti della squadra una serie di azioni illecite per ottenere la concessione dello stadio comunale “C. Alvaro”, nonostante la società calcistica avesse accumulato gravi inadempienze contrattuali negli anni precedenti.
Le intercettazioni ambientali hanno documentato le fasi preparatorie dell’accordo, in cui i dettagli del bando di gara venivano discussi e manipolati in incontri tra i dirigenti comunali e i rappresentanti della società calcistica. Tali incontri si sono svolti negli uffici del Comune, dove sono state stabilite le modalità per garantire alla “A.S.D. San Luca 1961” l’accesso allo stadio, ignorando deliberatamente le procedure previste dalla legge. In particolare, l’accordo è stato redatto in violazione dei principi di trasparenza e concorrenza che dovrebbero regolare la gestione dei beni pubblici, con l’intento di favorire la società a scapito della collettività.
Un ulteriore illecito commesso dal Sindaco riguarda l’autorizzazione illegittima dell’agibilità dello stadio, rilasciata senza le dovute verifiche, al fine di consentire alla squadra di continuare ad allenarsi e a giocare le partite davanti a un pubblico pagante. In questo modo, è stato procurato un ingiusto vantaggio economico alla società calcistica, mentre le spese relative alla manutenzione e alla gestione dell’impianto sono state interamente a carico dei contribuenti.
Conclusioni e prospettive future
L’esecuzione delle misure cautelari e il sequestro dello stadio comunale segnano un passo importante nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata che da anni influenzano le amministrazioni locali. Le indagini hanno dimostrato come l’Amministrazione comunale di San Luca sia stata infiltrata da pratiche illecite che hanno danneggiato gravemente la comunità, favorendo interessi privati e criminali a discapito del bene pubblico.
È importante sottolineare che l’inchiesta è ancora nella fase preliminare e che gli indagati sono considerati innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva. Tuttavia, il risultato dell’operazione dimostra la determinazione delle forze dell’ordine e della magistratura nell’affrontare e smascherare la corruzione radicata nelle istituzioni locali, specialmente in un contesto storicamente segnato dall’influenza della ‘Ndrangheta. La speranza è che, attraverso indagini come questa, si possa finalmente ristabilire la legalità e la giustizia nelle amministrazioni pubbliche, restituendo ai cittadini la fiducia nelle proprie istituzioni.
