5 Ottobre 2026, lunedì
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Rilascio di quattro soldatesse israeliane: Hamas conferma l’accordo, la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza si avvicina

Hamas annuncia il rilascio di quattro soldatesse israeliane, un passo verso la seconda fase dei negoziati per il cessate il fuoco a Gaza, con il focus su ritiro israeliano e scambio di prigionieri.

Il conflitto tra Israele e Hamas continua a essere caratterizzato da intensi negoziati per il cessate il fuoco, e ieri Hamas ha ufficialmente rilasciato la lista degli ostaggi che saranno liberati domani: quattro soldatesse israeliane. L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato di aver ricevuto i nomi delle prigionieri, che saranno liberate a partire da domani prima delle 16. Si tratta di Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag. Le fonti israeliane citano una liberazione programmata per la mattinata o poco prima di mezzogiorno ora locale.

Questa mossa fa parte di un accordo più ampio che si sta sviluppando per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Le fonti palestinesi, intanto, riferiscono che Qays al-Saadi, comandante delle Brigate Az ad-Din al-Qassam a Jenin, ha deciso di arrendersi all’esercito israeliano (IDF) nella zona orientale della città. Questo evento si inserisce nel contesto di un cessate il fuoco che sta prendendo piede dopo settimane di trattative.

La seconda fase di questo processo di pace è ormai alle porte, con l’inizio dei negoziati fissato tra due settimane. Al centro dei futuri colloqui ci saranno tre punti cruciali: il completo ritiro delle forze israeliane da Gaza, un cessate il fuoco globale e permanente, e il completamento dello scambio di prigionieri. Zaher Jabareen, leader di Hamas in Cisgiordania, ha confermato questi obiettivi in una recente intervista rilasciata all’emittente al-Araby.

Parallelamente, la situazione al confine con il Libano sta suscitando preoccupazioni internazionali. La Casa Bianca ha chiesto una “breve e temporanea estensione” del termine di 60 giorni per il ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano, come previsto nell’accordo di cessate il fuoco raggiunto lo scorso novembre. La scadenza inizialmente fissata per domenica rischia di essere violata, ma gli Stati Uniti hanno ribadito l’importanza di garantire la sicurezza della popolazione israeliana nel nord del paese e di prevenire nuove minacce da parte di Hezbollah.

Nel frattempo, a Gaza si assiste a una crescente mobilitazione umanitaria: a partire da sabato, gli sfollati saranno autorizzati a tornare nelle loro case nel nord della Striscia, previa ispezione da parte di una compagnia privata americana. Gli spostamenti saranno possibili a piedi o con veicoli, ma in ogni caso saranno rigorosamente monitorati per evitare che vengano introdotte armi.

Anche se la situazione resta tesa e incerta, la liberazione delle quattro soldatesse israeliane segna un piccolo ma significativo passo verso una possibile risoluzione del conflitto.

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