Fratelli d’Italia continua a far parlare di sé a causa di un contratto di affitto per la sua sede milanese che solleva molteplici interrogativi. Il partito di Giorgia Meloni, infatti, ha in locazione dal 2018 un appartamento situato in corso Buenos Aires, una delle zone più centrali e costose di Milano. Ciò che stupisce, tuttavia, non è tanto la posizione strategica dell’immobile, quanto il canone mensile, che risulta essere decisamente fuori mercato per la zona: meno di mille euro al mese per un appartamento di 100mq. Un prezzo che, sebbene ridotto, non sembra destinato a cambiare a breve, dato che l’immobile è ancora occupato e il contratto sembra essere in vigore per un periodo prolungato.
A firmare il contratto di locazione nel 2018 fu la ministra del Turismo, Daniela Santanché, che all’epoca ricopriva il ruolo di coordinatrice regionale del partito. La cifra stracciata che Fratelli d’Italia paga per la sua sede a Milano ha destato sorpresa e indignazione, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del partito contro i “furbetti” dell’affitto, cioè quelle persone che approfittano di contratti a canoni sotto il valore di mercato per ottenere vantaggi economici, contribuendo al dissesto di enti come il Pio Albergo Trivulzio (PAT).
Nicola Di Marco, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha espresso forte preoccupazione, sottolineando le contraddizioni tra le accuse di Fratelli d’Italia nei confronti di altri e la propria gestione degli affitti. “Fratelli d’Italia si è più volte scagliato contro i cosiddetti furbetti, che sfruttano canoni troppo bassi per arricchirsi, ma ora scopriamo che il loro stesso partito paga meno di mille euro al mese per un quadrilocale in corso Buenos Aires. È difficile non rimanere sorpresi da una simile discrepanza,” ha commentato Di Marco.
A ciò si aggiunge una dimensione ancora più preoccupante, legata alla gestione dei beni pubblici. Il Pio Albergo Trivulzio, che ha avviato una serie di operazioni di alienazione immobiliare per risanare i conti, ha dovuto affrontare la vendita di molti immobili di valore, mettendo a rischio centinaia di famiglie vulnerabili. E mentre Fratelli d’Italia criticherà chi approfitta di situazioni simili, il suo stesso comportamento in merito all’affitto della sede milanese solleva interrogativi su come vengano gestite le risorse pubbliche e gli immobili di valore.
Per rendere la situazione ancora più complessa, il contratto di locazione è garantito da Daniela Santanché, che recentemente è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio. Questo fatto, secondo Di Marco, aggiunge un ulteriore strato di inquietudine a una vicenda che, finora, ha sollevato più domande che risposte. “Con il contratto firmato dalla ministra Santanché, che ora si trova ad affrontare accuse serie, la vicenda diventa ancora più grottesca. Ci sono troppe ombre su questa situazione,” ha dichiarato Di Marco.
Il Consigliere regionale ha annunciato che il Movimento 5 Stelle presenterà in Consiglio regionale gli atti necessari per fare chiarezza su questa vicenda e per verificare se ci siano stati abusi nell’assegnazione e nella gestione degli immobili pubblici. “Gli italiani meritano trasparenza e chiarezza. Non possiamo permettere che la gestione di risorse pubbliche venga trattata con tanta leggerezza, specialmente quando si tratta di beni destinati al benessere collettivo,” ha concluso Di Marco.
