Nel gennaio del 2025, la Rivista Società e Diritti dell’Università di Milano ha pubblicato un saggio provocatorio del Prof. Francesco Petrillo, esperto di Filosofia del diritto e Avvocato cassazionista. Il suo articolo, dal titolo “Brevi spunti introduttivi per una filosofia della democrazia nel terzo millennio”, solleva domande fondamentali sul concetto stesso di democrazia nell’epoca attuale. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il Prof. Petrillo, ponendogli alcune domande cruciali per comprendere meglio il panorama attuale della democrazia.
Avv. Francesco Petrillo: Come definirebbe la democrazia nel Terzo Millennio rispetto alla tradizione greco-ateniese e alla democrazia moderna post-Rivoluzione francese?
La questione non è semplicemente definitoria. Vivendo nelle nostre società viene da chiedersi cosa abbiamo di democratico. Una risposta iniziale è certamente: le procedure per decidere. Ma, subito dopo, ci chiediamo, ma cosa decidiamo, cosa scegliamo? E ci accorgiamo che, sempre meno, riusciamo a determinare scelte politiche, come popolo, ma, anche come gruppi. Se la democrazia è il governo del popolo, ciò che sceglie il popolo, pare ovvia la difficoltà di ritenere le democrazie procedurali attuali simili a quella diretta greca o, anche, a quella rappresentativa, nata dalla Rivoluzione francese.
Quali sono i principali cambiamenti politici e sociali che rendono necessaria una nuova concezione della democrazia oggi?
Direi, senz’altro, i numeri, la quantità delle persone che deve scegliere, ma anche l’eterogeneità delle collettività. I popoli si muovono molto e cambiano il tessuto antropologico di stati e nazioni. Difficilmente le leggi vengono applicate a soggetti che abbiano i medesimi costumi dei soggetti che le hanno votate. Pensiamo alle Carte costituzionali. Che rapporti ci sono, ormai, tra i membri di una società multirazziale e i soggetti che molti anni prima hanno scritto la Costituzione di quella comunità?
In che modo la digitalizzazione e l’internet possono influenzare la partecipazione politica e il concetto di democrazia nel Terzo Millennio?
La democrazia della società tecnologica ha delle emergenze che non avevano le democrazie precedenti. Per esempio, il rapporto tra garanzia di partecipazione e sicurezza, tra accesso ai dati e protezione dei dati, tra ordine pubblico e tutela dei valori privati. Va tutelato prioritariamente il singolo soggetto per non dissolvere la comunità nella macchina.
La democrazia contemporanea è sempre più influenzata da populismi e disinformazione. Quali soluzioni possono essere adottate per proteggere i principi democratici in questo contesto?
La mia tesi è che il concetto di democrazia debba essere maggiormente individualizzato, anzi, interiorizzato. Dev’essere una consapevolezza di ciascuno di noi. Dobbiamo farla nostra come esigenza individuale prima che le prassi e le procedure ce ne facciano dimenticare l’essenza. Da questo punto di vista penso che la democrazia del terzo millennio debba essere caratterizzata da una forte educazione al sentire collettivo destinata a ciascun individuo più che alla dimensione collettiva complessivamente intesa.
