A cura di Clara Sardella
Dopo oltre 50 anni, inaugura il 7 dicembre Palazzo Citterio a conclusione dell’ampliamento della Pinacoteca di Brera, con l’allestimento di Mario Cucinella, l’esposizione di oltre 200 opere, spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea e la realizzazione di un polo unico delle istituzioni culturali braidensi
Palazzo Citterio di Milano apre le sue porte alla città con l’inaugurazione del 7 dicembre, realizzando così il progetto della Grande Brera, un sogno lungo 50 anni che si realizza con l’apertura al pubblico di uno spazio per decenni chiuso e oggi restituito alla città, un museo dove saranno custodite, con un allestimento innovativo, le collezioni Jesi e Vitali con oltre 200 opere che comprendono capolavori di artisti italiani e internazionali come Carrà, Morandi, Boccioni, Modigliani, Picasso e Braque.
“Abbiamo lavorato dal 15 gennaio scorso, giorno del mio insediamento, focalizzando la data del 7 dicembre – dichiara Angelo Crespi, direttore Generale della Pinacoteca di Brera, di Palazzo Citterio e della Biblioteca Braidense — Ci siamo dati il compito di concludere il cinquantennale percorso di Palazzo Citterio entro il 2024, perché crediamo che sia un atto doveroso, eticamente ed economicamente, l’apertura di questo edificio che consente l’ampliamento della Pinacoteca, coronando il sogno di Franco Russoli di realizzare la Grande Brera, cioè un nuovo modo di pensare l’edificio storico di Brera con l’annesso Palazzo Citterio, di pensarlo come un luogo unico con le sue molte funzioni e una collezione antica e una di arte moderna, tra le più importanti al mondo”.
Il Palazzo, che offre nuovi spazi espositivi dedicati all’arte moderna e contemporanea e porta la firma di MCA – Mario Cucinella Architects per l’allestimento del piano terra, con la hall d’ingresso e la corte con il suo Padiglione in legno, e del primo piano che ospita l’esposizione delle collezioni permanenti.
“Palazzo Citterio non è un edificio autonomo ma vive in stretta relazione con il contesto in cui è inserito, divenendo parte integrante di una visione più ampia: la Grande Brera, un pezzo di città dentro la città, un sistema di scoperta della bellezza che lì abita – hadichiarato Mario Cucinella, Architect & Founder di MCA Mario Cucinella Architects, – Con questo allestimento, caratterizzato da incursioni contemporanee che dialogano con la storia, abbiamo voluto dare forma a un nuovo modo di concepire i musei. La sfida è quella di addomesticare questi ambienti per farli diventare spazi della quotidianità, capaci di riflettere e raccontare nuovi modi di stare insieme. Palazzo Citterio entra così nelle vite di tutti i giorni, come un luogo in cui esporsialla bellezza ma anche in cui vivere la comunità e l’incontro”.
Il Palazzo vuol essere infatti, fulcro della vita milanese, il punto di arrivo e di partenza per una Grande Brera che si proietta come un luogo portatore di valori a livello nazionale e internazionale.
Al centro del Palazzo, al piano nobile si apre una grande sala, denominata numero 40, in continuità con la Pinacoteca, dove le opere sono capolavori assoluti chearrivano a coprire il periodo fino al 1861.
In questa sala è esposta la “Fiumana” di Giuseppe Pellizza da Volpedo e da qui partono le due collezioniJesi e Vitali, con un’organizzazione delle opere per nuclei tematici e cronologici a cura di Marina Gargiulo, storica dell’arte responsabile delle collezioni del XX secolo della Pinacoteca di Brera.
Nella corte è stato realizzato un Padiglione in legno a forma di tempietto circolare, punto di raccordo tra l’esterno e i vari ambienti della Grande Brera, che offre ai visitatori uno spazio coperto dove sedersi e sostare.
Realizzata e donata dal Salone del Mobile Milanol’installazione trae ispirazione dall’opera di Raffaello “Lo sposalizio della Vergine”.
La hall di ingresso accessibile da via Brera 14 vede al centro un tavolo-scultura concepito e disegnato per integrare le funzioni di ticketing, info point e bookshop.
Per l’inaugurazione grazie a un accordo di collaborazione tra Brera, MNAD (Museo Nazionale di Arte Digitale), MEET Digital Culture Center, viene proposto una parte del Capitolo Architettura dell’opera Renaissance Dreams di Refik Anadol, uno degli artisti digitali più celebri al mondo. L’installazione, generata grazie all’intelligenza artificiale, sarà ospitata dal 7 dicembre 2024 al 30 marzo 2025 nel ledwall all’ingresso di Palazzo Citterio.
Il piano delle collezioni inoltre ospita una libreria per l’esposizione di pergamene e libri
antichi, e uno spazio lettura che rievoca l’immagine dei salotti dei palazzi storici.
Il secondo piano e l’ipogeo Stirling sono invece destinati a spazi di mostre temporanee e proprio al secondo piano per l’inaugurazione è prevista, dall’8 dicembre 2024 al 9 marzo 2025, la rassegna “La Grande Brera. Una comunità di arti e scienze”.
A cura di Luca Molinari, la mostra racconta le vicende architettoniche e delle comunità che hanno vissuto l’edificio di Brera fin dal 1500 mostrando la trasformazione di questo complesso monumentale, ed è organizzata in tre spazi distinti: una parte introduttiva sulla Grande Brera, una lunga sezione sulla storia architettonica del palazzo di Brera e di Palazzo Citterio e una terza area che narra queste storie insieme.
Infine, nell’ipogeo di Palazzo Citterio è prevista dall’8 dicembre 2024 al 23 marzo 2025, l’esposizione dal titolo “Mario Ceroli. La forza di sognare ancora”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, che comprende 10 monumentali lavori inediti site-specific, eseguiti nell’ultimo anno dall’artista appositamente per lo spazio progettato da James Stirling negli anni Cinquanta, alcuni dei quali ultimati proprio a Palazzo Citterio.
