A cura di Ionela Polinciuc
Nuovi scandali travolgono Puff Daddy, noto anche come Diddy (Sean Combs), attualmente in carcere in attesa di processo previsto per maggio. Le accuse, già numerose, si arricchiscono di dettagli inquietanti, poiché diverse testimonianze iniziano a raccontare presunti episodi di abusi e violenze in cui sarebbe stato coinvolto. Mentre gli avvocati di Combs lottano per contenere il danno mediatico, sostenendo che le accuse provengano da persone in cerca di visibilità o compensazioni economiche, la fase delle testimonianze appare sempre più compromettente per la carriera del celebre rapper e produttore discografico.
La prima testimonianza di rilievo è quella di Courtney Burgess, ex collaboratore, che ha affermato giovedì scorso davanti alla giuria popolare del distretto meridionale di New York e al sito NewsNation di aver visionato almeno otto video a luci rosse realizzati da Combs con celebrità, tra cui due o tre che sarebbero stati minorenni al momento delle registrazioni. Secondo Burgess, le chiavette USB contenenti i video incriminati gli sarebbero state consegnate da Kim Porter, ex compagna di Combs e madre di tre dei suoi figli, tragicamente scomparsa nel 2018 per una polmonite all’età di 47 anni.
In parallelo, un libro autopubblicato su Amazon e intitolato Kim’s Lost Words: A Journey for Justice, from the Other Side ha portato nuove polemiche. La pubblicazione, un presunto memoriale che punta il dito su Combs anche in relazione alla morte di Porter, non è stata autenticata prima della sua diffusione, ei figli della donna ne hanno negato la veridicità, dichiarando che la madre non avrebbe mai scritto nulla del genere . Al B. Sure!, ex marito di Kim Porter e noto cantante, ha però richiesto la riapertura delle indagini sulla sua morte, alimentando ulteriori sospetti.
A rendere più oscura la vicenda, il sito di gossip TMZ ha pubblicato di recente un accordo di riservatezza che Combs richiedeva agli ospiti delle sue feste, vietando loro di scattare foto, registrare video o fare qualsiasi altra registrazione senza il suo permesso esplicito. Questo contratto di non divulgazione rappresenta un elemento aggiuntivo a supporto delle accuse, delineando un quadro di segretezza attorno agli eventi esclusivi organizzati dal rapper.
Gli avvocati di Combs hanno intanto chiesto al giudice di limitare le dichiarazioni pubbliche dei testimoni e dei loro rappresentanti, accusando alcuni di loro di estorsione e dichiarando che le autorità starebbero alimentando le teorie del complotto, compromettendo la possibilità per Combs di ricevere un processo equo. Nel frattempo, Combs rimane detenuto presso il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, uno dei centri di detenzione più duri degli Stati Uniti, dove la sua richiesta di cauzione di 50 milioni di dollari è stata respinta ben tre volte.
Le condizioni all’interno del carcere sono critiche: il Bureau of Prisons ha recentemente condotto una perquisizione che ha portato al sequestro di droga, armi artigianali e dispositivi elettronici. Sebbene il controllo non sia direttamente collegato alla detenzione di Combs, la situazione all’interno dell’istituto è preoccupante. Quest’anno si sono verificati accoltellamenti e incidenti gravi: quattro detenuti e una guardia sono stati accusati di aggressione; un detenuto è stato accoltellato 44 volte da membri di una gang; un altro è stato ferito gravemente con un’arma improvvisata. Vi sono perfino segnalazioni di vere e proprie “corse di auto” clandestine all’interno del carcere e di una guardia accusata di aver sparato all’interno della struttura.
Queste nuove rivelazioni non fanno che aggravare la posizione di Combs, mentre il suo team legale cerca di difenderlo in un contesto sempre più ostile e complesso.
