A cura di Ionela Polinciuc
Tensione crescente tra Israele e Hezbollah, con nuovi lanci di razzi dal Libano. Il Segretario di Stato USA Blinken esorta a fermare il conflitto, mentre la Spagna chiede un cessate il fuoco umanitario.
La situazione in Medio Oriente continua a deteriorarsi, con un nuovo attacco che ha visto due razzi a lungo raggio lanciati da Hezbollah contro Tel Aviv. I missili, partiti dal sud del Libano, sono stati intercettati dalle forze aeree israeliane (IDF), che hanno attivato le sirene d’allarme nella città e nelle aree limitrofe, incluse Nazareth e il centro di Israele. Nessun danno è stato riportato, ma la tensione resta alta.
Hezbollah ha rivendicato l’attacco, dichiarando che i razzi erano diretti contro una base dell’intelligence militare israeliana, situata a Glilot, vicino a Tel Aviv. L’obiettivo sarebbe l’Unità 8200, già attaccata in passato, in risposta ai “massacri del nemico”, ha dichiarato il gruppo libanese.
In questo contesto di escalation, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha lanciato un appello per fermare il conflitto. “È il momento di porre fine alla guerra a Gaza”, ha affermato Blinken in una conferenza stampa a Tel Aviv, sottolineando i rischi di una maggiore escalation nella risposta di Israele, soprattutto dopo l’attacco missilistico iraniano del 1° ottobre. “Israele ha raggiunto la maggior parte dei suoi obiettivi strategici per quanto riguarda Gaza… Ora è il momento di trasformare questi successi in un successo duraturo e strategico”, ha dichiarato, invitando il Paese a moderare le sue azioni per evitare ulteriori tensioni con l’Iran.
Blinken ha anche riconosciuto i progressi di Israele nell’assistenza alla popolazione di Gaza, pur sottolineando che molto resta ancora da fare. “Non è abbastanza”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di un sostegno più robusto per la popolazione civile della Striscia.
In risposta agli attacchi di Hezbollah, l’aviazione israeliana ha condotto una serie di raid aerei notturni sulla periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento filo-iraniano. Gli attacchi rientrano nella strategia di contenimento delle minacce provenienti dal Libano, ma contribuiscono ad aumentare la tensione nella regione.
Nel frattempo, la Spagna ha chiesto un cessate il fuoco umanitario per fermare le ostilità a Gaza. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha ribadito l’urgenza di consentire l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia, definendo la situazione al nord di Gaza “insostenibile”. Albares ha criticato gli attacchi contro l’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, affermando che “i locali di UNRWA non possono essere un obiettivo”. Ha inoltre sottolineato l’importanza di rispettare il diritto internazionale umanitario, invitando Israele a porre fine alle violenze.
Mentre i lanci di missili e i raid aerei continuano a minacciare la stabilità della regione, cresce la pressione internazionale per mettere fine al conflitto. Tuttavia, il futuro del fragile equilibrio in Medio Oriente resta incerto, con Israele impegnato a difendere i propri confini e Hezbollah che intensifica le operazioni, alimentando il rischio di un conflitto più ampio e devastante.
