A cura di Clara Sardella
Il prestigioso premio assegnato al giovane artista vincitore della 23° edizione con l’opera Self NeuralPortrait, premiato dall’editore Urbano Cairo durante la serata che si è tenuta al Palazzo della Permanente di Milano
Giuseppe Lo Schiavo si aggiudica il Premio Cairo 2024 con la sua opera inedita Self Neural Portrait, che è stata scelta dalla giuria “per il complesso e rigoroso lavoro che si pone come punto d’incontro tra pratica artistica e sapere scientifico realizzando un’immagine sintetica e innovativa in cui alle onde del mare (il mondo esteriore) fanno da contrappunto quelle cerebrali (il mondo interiore), onde entrambe ingovernabili”.
Nato a Vibo Valentia nel 1986 Giuseppe Lo Schiavo, conosciuto anche come GLOS, si è laureato in Architettura presso La Sapienza di Roma e, con l’opera in concorso Self Neural Portrait, ha vinto grazie a una “fotografia sintetica”, ovvero un’opera realizzata con una tecnica che non utilizza il tradizionale apparecchio fotografico, bensì metodi basati sul computer.
L’opera che entra a far parte della Collezione Premio Cairo, rappresenta un mare impetuoso che incombe fuori da una finestra spalancata, minacciando la domestica placidità di un davanzale su cui sono esposti un vaso di fiori bianchi, un’enigmatica sfera riflettente e, soprattutto, un sapone antibatterico “soulwash”, che promette ironicamente di detergere da ogni batterio ma di lasciare intatti i nostri problemi quotidiani.
Il Premio Cairo è nato nel 2000 dalla volontà del Presidente Urbano Cairo di sostenere i giovani artisti italiani e di far conoscere al pubblico nuovi protagonisti, nuove tendenze e nuovi linguaggi presenti nella ricerca d’arte contemporanea.
Giunto alla 23a edizione, si è confermato nel tempo come la più autorevole e prestigiosa opportunità per i giovani artisti in Italia.
Venti giovani talenti vengono selezionati anno dopo anno dalla redazione di ARTE e le opere inedite, realizzate per l’occasione, vengono valutate da una Giuria di altissimo profilo presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima Fondazione di Torino, coadiuvata da esperti di grande autorevolezza del mondo dell’arte; Luca Massimo Barbero, direttore Istituto di Storia dell’Arte-Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Ilaria Bonacossa, direttrice del Palazzo Ducale di Genova; Bruno Corà, Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello; Lorenzo Giusti, direttore Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Gamec) di Bergamo; Gianfranco Maraniello, direttore Polo Museale del Moderno e Contemporaneo del Comune di Milano; Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; e infine il maestro Emilio Isgrò, uno dei protagonisti italiani più autorevoli a livello internazionale nel mondo dell’arte contemporanea.
