A cura di Clara Sardella
Il “Ritratto di giovane donna” capolavoro tra i più amati della collezione, sarà oggetto di un intervento di restauro dal vivo con l’utilizzo di tecniche e apparecchiature diagnostiche all’avanguardia. Sarà possibile osservare da vicino le fasi del restauro in corso attraverso una serie di attività di approfondimento per tutti i visitatori
Il celebre dipinto “Ritratto di giovane donna”, di Piero del Pollaiolo, sarà al centro di un importante progetto che prende il via al Museo Poldi Pezzoli di Milano.
Tutti i visitatori potranno seguire l’intervento di restauro in diretta e da vicino e comprendere così anche l’importanza della diagnostica applicata alle opere d’arte per il restauro e il mantenimento del nostro patrimonio artistico.
Questo intervento è di particolare importanza in quanto riguarda un’opera iconica, apprezzata dal pubblico ecelebrata come uno dei più bei ritratti del Quattrocento italiano, che ha conosciuto una grande fama fin daquando fu acquisita da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, fino a diventare opera identitaria del museo.
L’ultimo restauro risale ormai al 1951 e la tavola, che presenta una superficie pittorica molto ingiallita, è stata sottoposta ad una approfondita indagine diagnostica per poter definire l’intervento conservativo, che sarà realizzato a cura di un team di scienziati delle Università degli Studi di Milano e del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, coordinati dalla Prof.ssa Isabella Castiglioni e con il supporto della Fondazione Bracco, Partner Scientifico di questo restauro e da anni impegnata in questo campo.
Il restauro è stato possibile anche grazie al sostegno prezioso del Diözesanmuseum Freising- Monaco di Baviera, partner istituzionale di questa operazione che ha deciso di affiancare il Museo Poldi Pezzoli in un’ottica di collaborazione istituzionale internazionale che il museo sta portando avanti.
L’intervento di restauro conservativo sarà accompagnato,per tutta la durata, da una serie di attività di approfondimento organizzate dal museo come incontri con studiosi, visite guidate, laboratori e percorsi per coinvolgere famiglie giovani e pubblici fragili.
“Un intervento conservativo dal vivo offre la possibilità di far conoscere le operazioni in atto, rispondere alle curiosità dei visitatori e illustrare le fasi che vanno dalla diagnostica preliminare all’intervento vero e proprio, sottolineando il rapporto esistente tra tecnica pittorica, ovvero la consistenza fisica dell’opera, e la sua conservazione” dichiara Alessandra Quarto, direttrice del Museo.
“Arte e scienza sono un binomio vincente – afferma Diana Bracco, Presidente Fondazione Bracco. “Noi ci crediamo da sempre, e infatti da anni con la nostra Fondazione mettiamo a disposizione per l’analisi e il restauro del patrimonio culturale italiano le competenze del Gruppo Bracco nell’imaging diagnostico, un settore in cui siamo leader globali. Queste tecnologie fisiche e chimiche possono svelare, ad esempio, la descrizione della composizione materica dei pigmenti della pittura e dello strato di preparazione, l’esistenza o meno di disegno preparatorio, l’estrazione di caratteristiche della tecnica e dello stile degli artisti. Ho assistito personalmente alla TAC preliminare sull’opera del Pollaiolo svolta nel nostro Centro Diagnostico Italiano e ho trovato la procedura molto emozionante: utilizzare una tecnica diagnostica all’avanguardia su una ‘giovane donna’ del Quattrocento produce un effetto di grande meraviglia, sembra quasi una macchina del tempo che permette a due punti lontanissimi di incontrarsi. Con questo progetto tutti avranno la possibilità di entusiasmarsi di fronte a questo autentico connubio di arte e scienza”.
