6 Ottobre 2026, martedì
HomeItaliaFine ciclo bitcoin

Fine ciclo bitcoin

A cura di Giacomo Improta

Il trend attuale di bitcoin è a un passo dalla fase parabolica rialzista di fine ciclo.Per avere la fase parabolica, tuttavia, sono necessari due fattori chiave: 1. una forte contrazione dell’offerta di bitcoin sul mercato e, contemporaneamente, 
2. un forte aumento della domanda da parte di traders e investitori. Attualmente, come indica il grafico sotto, le riserve di btc negli exchanges (curva blu) sono a un minimo storico, indicando che l’offerta di bitcoin è già a livelli minimi: 
 
 
Tuttavia, nell’equazione: scarsa offerta + forte domanda = quotazioni in aumento, manca ancora il secondo elemento: la forte domanda. In tutti i mercati finanziari, si ha un aumento della domanda quando c’è un aumento della liquidità a disposizione per investire. Quindi, tirando le somme: per avere alte quotazioni è necessario che un forte aumento della liquidità globale fornisca la “benzina” necessaria a creare un aumento della domanda. Questa legge è valida per tutti gli asset e i mercati, ma lo è particolarmente per le criptovalute. Il grafico sotto infatti mostra che bitcoin (barra arancio a sinistra) è l’asset che piu’ di tutti è influenzato dalla liquidità globale (la liquidità muove l’83,2% dei btc contro, ad esempio solo il 68,1% dell’oro).
 
 
La buona notizia è che, grazie all’eccezionale programma di sovvenzioni e aumento della liquidità stabilito dal governo cinese e pubblicizzato da tutti i media, negli ultimi 3 mesi la liquidità globale (curva nera nel grafico sotto) si sta già riprendendo, anche a livello annuale (curva arancio):
 
 
Il programma cinese di allentamento finanziario è appena agli inizi e innescherà il suo tremendo potenziale solo fra alcuni mesi: proprio nello stesso periodo in cui il nuovo corso di allentamento della Federal Reserve inizierà a fare la sua parte nell’incremento della liquidità globale, contribuendo a creare quella che potrebbe diventare la maggiore fase ascendente finale di un ciclo cripto dopo quella del 2017.

A questo proposito, viste alcune perplessità riguardo alla possibilità che, alla prossima riunione della Fed, Powell possa decidere un taglio dei tassi dello 0,25% invece che dello 0,50%, desidero tranquillizzare gli investitori.

Infatti, non solo l’entità del taglio dei tassi non è cosi’ importante, ma è proprio il taglio dei tassi in sé a non essere determinante nell’aumento di liquidità del sistema (lo avevamo già spiegato in un articolo inviato via email il 4 settembre).

Il taglio dei tassi produce liquidità in modo indiretto, facilitando la creazione di credito da parte delle banche. Ma il vero catalizzatore della liquidità è il QE, cioè l’immissione diretta di liquidità da parte della Fed o del Tesoro americano (anche nell’attuale programma cinese è prevista appunto l’immissione diretta di liquidità, non solo un semplice taglio dei tassi).

E il fatto che in America un aumento di liquidità è imminente, lo dimostra il grafico seguente, che mostra il rapporto tra SOFR e i fondi federali (Fed funds).

Per chiarire:

Fondi federali: è il tasso di interesse fissato dalla Fed per i prestiti overnight tra le banche.

SOFR: è il tasso che le banche private si addebitano a vicenda per gli stessi prestiti overnight:
 
 
Un aumento improvviso del SOFR rispetto al tasso dei fondi Fed – come è successo la scorsa settimana, secondo il grafico – è una grande “red flag”, perché indica che i prestiti tra banche sta sfuggendo di mano alla Fed e quindi le banche sono costrette a pagare per questi prestiti dei tassi di interesse molto piu’ alti di quelli ufficiali. La Fed è particolarmente attenta a questo segnale, come avvenuto nel 2019, quando la Fed rispose a un episodio analogo stampando denaro a manetta. Ora, è vero che la stampa di denaro – chiamata anche Quantitative Easing, o “QE” – non è piu’ una strategia popolare, perché viene erroneamente considerata un segno di debolezza del sistema. Ma è anche vero che il nostro sistema occidentale è basato sulla stampa di denaro e non potrà mai farne a meno (il sogno di una macchina del tempo che ci riporti alla buona vecchia economia dell’800 è solo una della tante favole metropolitane dei nostri giorni). Tant’è che, come abbiamo spiegato tante volte sul nostro canale Telegram, se la Fed ha effettivamente ristretto la liquidità negli ultimi due anni, il Tesoro americano ne ha immessa direttamente nel sistema esattamente il doppio. Per non parlare degli aiuti diretti alle banche che la Fed stessa ha perseguito al tempo dei crash bancari del 2021. Il sistema finanziario occidentale è fatto cosi’; perciò, non dubito nemmeno per un secondo che Powell troverà al piu’ presto tanti modi creativi per immettere nuova liquidità in soccorso alle banche, sia attraverso modifiche alle regole bancarie, sia spingendo le banche a prendere in prestito di più, mentre allo stesso tempo continuerà a convincere i media che “i giorni in cui si stampava denaro sono ormai finiti”… L’importante, come abbiamo detto, è che lo tsunami di liquidità dall’America e dalla Cina non tarderà ad arrivare e, anche questa volta, formerà una bolla speculativa di enormi dimensioni in tutti gli asset e in particolare nelle criptovalute.
Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti