26 Giugno 2022, domenica
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Bonomi: “200 euro non risolvono il problema, ridurre il costo del lavoro”

“E’ innegabile che i redditi sotto i 35mila euro stanno soffrendo.

Allora dobbiamo intervenire in modo serio.

E non è con i 200 euro una tantum che si risolve il problema, perché con una bolletta sono già finiti”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al Festiva dell’Economia di Trento organizzato dalla Provincia Autonoma e dal Gruppo 24 Ore.

“Quindi – ha aggiunto – è opportuno abbassare il costo del lavoro e mettiamo i soldi in tasca agli italiani. E questo è strutturale, le risorse ci sono. Non fosse altro che questo Paese paga mille miliardi di spesa pubblica”. Poi rivolto al ministro del Lavoro Andrea Orlando, Bonomi dice: “Noi proponiamo di tagliare le tasse sul lavoro mentre le proposte del ministro non le ho ancora sentite. Quando ricevero’ una proposta seria e articolata e se migliorativa rispetto alla mia, sono pronto a firmarla”. Poi una stoccata al ministro che proprio ieri aveva accusato il leader degli industriali di fare battute che complicavano il confronto: se il ministro è per contro l’illegalità venga domani con noi a Rosarno. 

    Sull’argomento bonus è intervenuto anche il leader della Cgil, Maurizio Landini: bene il bonus di 200 euro deciso dal governo che arriverà in busta paga ai lavoratori sotto i 35mila euro lordi. Ma serve decisamente di più in questa situazione “drammatica di emergenza”.
    Occorrerebbe erogare a chi lavora un’intera mensilità questo perchè con gli attuali livelli dei prezzi al consumo “i lavoratori hanno perso l’intera tredicesima”. Landini si è detto inoltre pronto a firmare un patto per far crescere i salari. 
   
Tema caldo è quello del salario minimo. “Se per alcuni politici è normale che si prendano paghe da fame, di 3-4 euro lordi l’ora, allora diciamo che la politica del Movimento 5 Stelle non è questa”, attacca Conte, che su questa misura ha la sponda del Pd e Leu.

 “Il tema del salario non è un tema di Confindustria. I contratti di Confindustria sono tutti oltre i 9 ore l’ora. Quindi non siamo nè contrari e nemmeno a favore. Il tema del salario minimo è come verrà costruito”, ha detto il presidente di Confindustria Bonomi.

Per Luigi Marattin (Iv), le opzioni sono due: “Fissarlo per legge a livello nazionale ma per il resto rendere predominante la contrattazione territoriale, oppure lasciare il tema alla contrattazione nazionale, come ora, ma con una legge sulla rappresentanza contro i contratti ‘pirata'”. Lega e FI invece spingono per puntare sulla contrattazione e rivedere il Reddito di cittadinanza. “Il nostro obiettivo è la flat tax al 15% per le imprese – chiarisce Salvini – perché poi i salari li pagano le imprese, e se pagano uno sproposito di tasse non riescono a pagare lo stipendio a nessuno”.

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