1 Dicembre 2021, mercoledì
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Italiani ed immigrazione

A cura di Giuseppe Catapano 

Il tema migratorio ha da tempo dominato l’agenda politica e il dibattito pubblico in Italia, anche quando gli arrivi irregolari sono diminuiti rispetto ai picchi del 2016-2017.

In un contesto fortemente influenzato dalle conseguenze sociali ed economiche della pandemia, risulta importante sondare le opinioni degli italiani sul tema, anche per captare eventuali scostamenti dagli orientamenti passati e apprendere il giudizio sull’operato del governo Draghi mentre il flusso di migranti attraverso la rotta del Mediterraneo centrale è tornato ad aumentare.

È quanto fatto dal sondaggio di opinione realizzato dal programma di politica estera italiana dello IAI con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e in cooperazione con il Laboratorio di Analisi Politiche e Sociali (Laps) dell’Università di Siena.

Un Paese diviso
Una maggioranza relativa del campione (27%) indica la gestione dei flussi migratori come il principale interesse di politica estera del paese, preferito su una serie di altre questioni. Siamo però lontani dal picco del 2017, quando erano di questa opinione il 51% degli intervistati (Figura 1).

L’indagine mostra un paese con opinioni variegate sul ruolo dei migranti nella società italiana. Quasi un italiano su due (48%, sette punti percentuali in più rispetto al 2020) considera gli immigrati come un’opportunità per la cultura del paese. Una quota anche superiore (57%, sei punti percentuali in più rispetto all’anno precedente) li indica come una risorsa per molti settori dell’economia italiana – un aspetto emerso prepotentemente durante le prime fasi della pandemia, quando si era manifestata la necessità di lavoratori essenziali di origine straniera in svariate occupazioni.

Tuttavia, percentuali simili – se non leggermente più alte – considerano i migranti come una minaccia: il 51% teme che possano contribuire alla diffusione del coronavirus, mentre il 44% ritiene che sottraggano lavoro agli italiani, un dato stabile comparato all’anno precedente. Il confronto con il 2020 mostra, nel complesso, un atteggiamento lievemente più favorevole nei confronti delle comunità di migranti in Italia.

Per quanto riguarda l’accesso alla cittadinanza per i minori non comunitari, una larga maggioranza – più del 70% – vorrebbe che la si facilitasse, dato in leggera crescita rispetto al 2020. In particolare, il 44% appoggia l’ipotesi dello ius culturae, legata al completamento di un ciclo di studi in Italia, mentre il 28% è per lo ius soli temperato. Un altro 28% ritiene che le regole attuali non debbano essere mutate.

Un problema europeo
I governi degli ultimi anni hanno tentato di rendere l’immigrazione in Italia un tema di rilevanza europea, nella convinzione che siano necessarie risposte collettive da parte dell’Ue per affrontare il fenomeno migratorio. Anche il governo Draghi ha chiesto con forza che l’Ue tornasse ad occuparsi del tema, ma per ora con scarsi risultati.

Non stupisce quindi che una maggioranza di italiani pensi che l’Italia sia trattata ingiustamente dall’Ue in ambito migratorio. È di questa opinione il 53% degli italiani intervistati per il sondaggio 2021. Per quanto significante, si tratta di una percentuale in netto calo rispetto alla primavera del 2020, quando aveva raggiunto un picco del 73% (Figura 2).

È da notare peraltro che la politica migratoria del governo Draghi non gode di grande approvazione. Su una scala da 0 a 10, raccoglie un punteggio di 4,3, meglio però del governo precedente (Conte II) che si fermava al 3,7.

Il rebus Libia e dei soccorsi in mare
Se gli orientamenti di fondo appaiono stabili, si registrano cambiamenti significativi nelle opinioni sulla gestione dei flussi migratori dalla Libia.

La maggioranza relativa degli interpellati (40%) indica come prima opzione il salvataggio in mare e l’accoglienza in Italia dei migranti: è la prima volta dall’inizio di queste rilevazioni Iai-Laps che tale opzione emerge come la preferita, segnalando un primo scostamento rispetto all’appoggio molto forte riconosciuto sinora alle politiche di impronta securitaria messe in atto da successivi governi. Tuttavia, il 34% predilige tuttora una politica di respingimenti in mare, mentre il 26% indica l’invio di militari in Libia come l’opzione migliore per fronteggiare il flusso migratorio (Figura 3).

Gli elettori dei diversi partiti mostrano attitudini profondamente divergenti in materia, con i sostenitori di centro-destra ancora marcatamente a favore di un approccio restrittivo, mentre gli elettori del Pd e – in misura minore – del M5s prediligono politiche incentrate sull’accoglienza.

La divisione rimane netta anche per quanto concerne la collaborazione con la cosiddetta Guardia costiera libica, uno dei punti centrali delle politiche italiane di gestione dei flussi irregolari. Il 53% degli intervistati vorrebbe che l’Italia continuasse a sostenere la Guardia costiera libica. Tuttavia, quando gli intervistati vengono informati che da un lato la Guardia costiera è appoggiata anche dall’Ue e che si ritiene stia effettivamente frenando gli sbarchi in Italia, ma dall’altro, che è accusata di ripetute violazioni dei diritti umani, il 56% si dice favorevole a ritirare l’appoggio nazionale.

Una visione ambivalente 
In conclusione, le opinioni degli italiani sono ancora divise per quanto riguarda le varie sfaccettature del fenomeno migratorio e tendenzialmente seguono le divisioni fra partiti, segnalando come sia ancora molto difficile separare una riflessione di lungo periodo sull’argomento dal dibattito politico interno. Un aspetto che rischia anche di condizionare le future relazioni con la Libia, ancora troppo spesso interpretate unicamente tramite le lenti di politiche migratorie restrittive.

Tuttavia, dal sondaggio 2021 emerge anche un maggiore sostegno per le politiche di salvataggio e una sensibilità più spiccata per la salvaguardia dei diritti umani dei migranti, nonché un atteggiamento più favorevole verso le comunità di migranti in Italia. Il sondaggio conferma che si tratta di una tematica di particolare rilevanza, anche perché a cavallo tra politica estera e interna. Sebbene infatti l’immigrazione venga spesso presentata come una questione di ordine pubblico e sicurezza interna, le politiche migratorie sono sempre di più parte integrante dell’azione dell’Italia nel quadro internazionale e dell’Unione europea.

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