17 Maggio 2022, martedì
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La crisi politica allontana l’approvazione del decreto ristori: pronta la protesta delle categorie coinvolte

Continuano le trattative varare un governo Conte ter, ma via XX Settembre la prospettiva di portare la prossima settimana in Consiglio dei ministri il decreto Ristori 5 sembra allontanarsi. Le categorie più colpite dalle restrizioni anti contagio chiedono di intervenire subito. Il giorno dopo le dimissioni, l’esecutivo rimasto in carica per gli affari correnti sta valutando l’opportunità politica di varare un provvedimento così “pesante” – a disposizione ci sono i 32 miliardi di ulteriore scostamento di bilancio, anche se non verrebbero usati subito tutti – senza essere nel pieno delle funzioni.

Tuttavia il caos politico e la difficoltà di trovare uno sbocco potrebbero far propendere per una soluzione intermedia: licenziare la settimana prossima solo un provvedimento che rinvii nuovamente la spedizione delle cartelle esattoriali, pronte a ripartire da lunedì.

Anche perché il quinto decreto della “serie” inaugurata ad ottobre dovrebbe, stando agli annunci, prevedere meccanismi di calcolo del tutto diversi dai precedenti: gli aiuti non sarebbero più calcolati in percentuale variabile rispetto al fatturato perso nell’aprile 2020 rispetto all’aprile 2019 bensì in base alle perdite dell’intero 2020, e senza distinzione in base ai codici Ateco visto che questo sistema ha escluso molte categorie. Introdurre criteri nuovi è però una scelta politica. Così come prolungare il blocco dei licenziamenti, che senza interventi scade a fine marzo, e decidere se continuare a legarlo alla fruizione degli ammortizzatori.

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