2 Dicembre 2020, mercoledì
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Recovery Fund, o meglio Fondo di recupero: di cosa si tratta

Da mesi oramai si sente parlare di Recovery Fund non comprendendo esattamente cosa sia e a cosa serve. Ebbene scricto sensu “Recovery Fund” si traduce in “Fondo di Recupero” avente lo scopo di aiutare gli stati membri dell’Europa ad affrontare la crisi causata dell’epidemia da coronavirus. L’idea di tale investimento è francese ritenuta poi dalla Commissione Europea lo strumento idoneo per rilanciare le economie dei Paesi membri post-emergenza. Scopo primario è gettare le basi per un futuro europeo più moderno e sostenibile attraverso la protezione dell’occupazione e la creazione di posti di lavoro in un quadro finanziario per il periodo 2021/2027. Il fine, invece, è la nascita di una nuova Europa, grazie a questo nuovo spirito solidaristico post-covid, che porterebbe il “vecchio continente” ad avere un ruolo importante sullo scacchiere politico economico globale. Tecnicamente in Europa si parla di “Next Generation Eu”, prevedendosi l’emissione di bond di recovery con garanzia del bilancio UE, quindi un debito comune.

L’Italia lo ha più volte richiesto ottenendo la fetta più grande, Il Presidente Conte lo ha definito “come un fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i paesi più colpiti, tra cui l’Italia”. I fondi che arriveranno nei prossimi tre anni saranno un’occasione da non sprecare, anzi, la disponibilità di queste risorse e gli spazi di bilancio potranno avere un impatto significativo sulla crescita del nostro paese. Il governo si è impegnato con la definizione di un piano nazionale di ripresa e resilienza, circa 557 progetti il governo italiano invierà a Bruxelles l’approvazione: sanità, scuola, finanziamento del 5G in almeno cento città, lavoro Pubblica amministrazione, trasporti.

Polonia e Ungheria, però, hanno creato uno stallo in quanto non accettano il meccanismo riguardante il rispetto dello stato di diritto, ossia la sospensione dei pagamenti dal bilancio UE a uno stato membro in caso di violazione della democrazia e dei diritti fondamentali in Europa. L’art.2 del trattato sull’Unione Europea sancisce l’inviolabilità dello stato di diritto come uno dei valori fondanti dell’UE sancendo, altresì, la lotta contro la corruzione e proteggendo la libertà di stampa affinchè la collettività venga sempre adeguatamente informata.

Intanto però la crisi economica incalza, i paesi hanno bisogno di fondi per le riforme e il sostegno alla ripresa.

Avv. Sabina Vuolo

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