25 Ottobre 2020, domenica
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Juve-Napoli, la decisione che crea scompiglio e disaccordo

|a cura di Maria Parente

Il rinvio forzoso di Juve-Napoli con l’attribuzione della vittoria alla Juve, un netto 3-0 più un punto di penalizzazione per il club partenopeo, è destinata ad essere una grave falla per il campionato italiano , costituendo senza ombra di dubbio l’ingorda occasione per una futura simile disputa.

Ad occuparsi della intrigata faccenda è  il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea che rileva gli elementi necessari alla sua decisione analizzando il carteggio intercorso tra il Napoli e le Autorità Sanitarie Locali nei due giorni precedenti la partita (venerdì 2 e sabato 3 ottobre) non riscontrndo “segnali” obiettivamente ostativi all’applicazione del Protocollo Covid Figc e dunque all’effettuazione della trasferta. La sentenza del giudice Gerardo Mastrandrea rappresenta però solo il primo atto di una vicenda che rischia di trascinarsi per settimane fra ricorsi e aule di tribunale.

Il primo elemento è contenuto nella mail che l’Asl di Napoli 1 invia al club, alle prese con le positività di Zielinski ed Elmas. «La responsabilità nell’attuare i protocolli previsti dalla Figc per il contenimento dell’epidemia da Covid è in capo al Napoli e pertanto quest’azienda non ha alcuna competenza». Il giudice pertanto non ravvisa l’impossibilità di disputare l’incontro.

L’altro elemento su cui si fonda la decisione di Mastrandrea è contenuto nella mail che l’Asl Napoli 2 invia al club alle 14.13 del giorno della partita: ritiene che non sussistano le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti dei giocatori contagiati. Peccato che il Napoli, rileva il giudice, avesse già disdetto la sera precedente il charter e a quel punto la prestazione sportiva fosse oggettivamente impossibile essendo ormai a ridosso della gara.

Dunque Napoli punito non tanto per non aver disputato la gara quanto per non aver fatto il possibile per disputarla e aver mostrato un atteggiamento rinunciatario. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, in attesa ovviamente dei successivi gradi di giudizio.

L’incontro tra Juve e Napoli è vissuto dalle tifoserie e dagli stessi club come un momento calcistico intriso di tensione e passione, oltre che di grande spessore emotivo; si respira un’euforia singolare che certamente non è paragonabile all’incontro con altre squadre. Un equilibrio flebile, quasi intangibile, precario: anche il più insulso dei motivi è sufficiente per impedirne la pacifica convivenza. Ed ecco che arriva il Covid19 ad intaccare “l’apparente” sintonia condivisa tra i club: un rinvio non desiderato dalla Juve ma sembrerebbe voluto dal Napoli nonostante l’apposizione delle ragioni esplicitate da Asl e Regione Campania. Il Presidente Aurelio De Laurentiis ovviamente non resta a guardare e punta dritto alla Corte d’Appello federale, con ricorso ben articolato, già pronto. Per molti giustizia è fatta con una decisione che ribadisce l’importanza del rispetto delle regole e scongiura eventuali fughe in avanti di altri club, mentre per molti altri la sentenza del giudice non è affatto condivisibile, così come replica Luigi De Magistris, sindaco di Napoli «Chi ama lo sport vince sul campo — ha scritto in un tweet — il 3-0 è sgradevole. In tempi di pandemia l’etica viene prima della regola».

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