20 Ottobre 2020, martedì
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Killer a 21 anni, la nuova generazione è marcia

|a cura di Maria Parente

Eleonora e Daniele piegati alla morte senza che ancora si possano comprendere le ragioni di un 21enne autore di un delitto quasi perfetto. Antonio De Marco , studente universitario e residente a Cesarano, ha convissuto un mese con la giovane coppia per poi tornare con uno zaino e la vendetta da consumare: quale algido motivo avrà spinto l’ex coinquilino a rivalersi sui fidanzati? Il popolo si interroga mentre gli inquirenti cercano di ricostruire con minuzia il movente che potrebbe essere di tipo passionale o economico. E’ una vicenda che al di là di ogni fugace dubbio mette in risalto quanto l’età dei killer si stia notevolmente abbassando : uno studente di 21 anni che potrebbe avere tutto dalla vita decide di rovinarsi indelebilmente l’esistenza poiché, come riportato sui social, ” la vendetta non risolve nulla ma per qualche secondo ti resta la soddisfazione

E’ un peccato come il sacrificio , reso con la tragica morte di Eleonora Manta e Daniele De Santis, resti vano : nessuno si soffermerà a riflettere su come sia illogico vivere la vita con leggerezza e superficialità, senza quel pizzico di giusta diffidenza che sarebbe indispensabile a salvaguardare la nostra esistenza. E’ la concezione di libertà propria del ventunesimo secolo che ha smantellato ogni sano principio e fatto strada alla sregolatezza, all’avarizia, all’indole sacrilega che poco a poco si è impossessata delle menti e della ragione.

Un mondo, il nostro, che non è più sicuro, non più in grado di garantire un futuro: viviamo senza obiettivi, ce la prendiamo come viene, non si ha presente il pericolo, i giovani di oggi non ne conoscono la definizione: sfidano la sorte, disposti a qualsiasi esperienza e provare nuove emozioni, la routine per loro è roba da vecchi!

Gli adolescenti mi rendo conto sono esseri sconvolti, demotivati, stanchi, perennemente annoiati sempre in cerca di qualcosa che li faccia sentire in sollazzo. Genitori, insegnanti, educatori e tutori: perché non aprite gli occhi? Perché indirizzare i figli alla perdizione piuttosto che educarli a vivere? Perché questi giovani si ritrovano persi, abbandonati, senza punto di riferimento? Ma soprattutto: cosa è successo alla genitorialità?

Insegnate loro che la libertà è un dono prezioso ed ognuno ne ha godimento esclusivo, ma lasciate che comprendano l’importanza delle regole: difatti l’assenza dei principi e della moralità sta massacrando il diritto alla vita, siamo ridotti a inetti, incapaci di intendere e volere. I colpevoli pagheranno ma la giustizia non è mai certa, spesso iniqua, talvolta burlona: cosa resterà del loro sacrificio?

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