​Serie A, riaprire gli stadi per non restare indietro rispetto al resto d’Europa

L’emergenza sanitaria degli ultimi mesi ha portato conseguenze pesanti anche nel mondo del calcio. Il campionato di Serie A è stato fermo oltre tre mesi, da marzo a giugno, prima di ripartire. Una ripartenza lenta, che ha solo attenuato il danno economico. Una vicenda che sta tenendo banco in questi ultimi mesi è quella relativa agli stadi. Il Governo ha deciso di tenerli chiusi anche per l’inizio del nuovo campionato, rinviando ogni decisione a inizio ottobre, una volta analizzato l’impatto che avrà la riapertura delle scuole sulla diffusione della Pandemia.

Una decisione che ha fatto discutere non poco e che porterà ulteriori perdite ai club italiani. Anche in questo caso, dunque, l’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa, così come era successo a giugno. La gran parte dei campionati esteri, infatti, ha deciso di riaprire gli impianti, seppur ad un numero limitato di spettatori. Tre mesi fa, invece, la decisione per la ripartenza del campionato arrivò dopo quella comunicata da Inghilterra, Spagna e Germania, con la Bundesliga tornata in campo perfino a maggio. Per il bene del calcio italiano sarebbe arrivato il momento di prendere decisioni coraggiose, cercando di anticipare gli altri e non arrivando sempre dopo. Anche perché ci sono altri sport in Italia, come Pallavolo e Basket, che vedono la presenza del pubblico nei Palazzetti (luoghi chiusi) in queste settimane, sempre in numero limitato.

La Juventus è la società che si sta muovendo con maggiore forza in questo senso e preme per riaprire l’Allianz Stadium già per la gara del 4 ottobre, valida per la terza giornata di campionato, contro il Napoli. Anche gli azzurri, però, stanno provando ad alzare la voce attraverso il patron, Aurelio De Laurentiis. Continuare a giocare senza pubblico vorrebbe dire portare avanti uno spettacolo privo di emozioni, volto solamente alla sopravvivenza dei club che, comunque, avrebbero altre perdite importanti. Il rischio è quello di vedere molte società a rischio fallimento entro la fine della stagione 2020-2021 tra Serie A, Serie B e Lega Pro.

Armando Areniello

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