Clima e lockdown, impatto irrilevante sull’aumento della temperatura globale

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature dimostra che l’improvvisa riduzione delle emissioni di gas-serra e il crollo degli inquinanti atmosferici durante il blocco ha avuto, purtroppo, un impatto poco significativo sul contenimento dell’aumento della temperatura globale: è quanto affermato da un team internazionale a cui capo è il climatologo Piers Forster della Università di Leeds, Gran Bretagna.Lo studio ha coperto un totale di 123 paesi, che sono poi quelli responsabili del 99% delle emissioni globali di CO2 da combustibili fossili.

Secondo i climatologi la strada da seguire è nelle scelte che seguono la crisi. Gli scienziati aggiungono che proprio il drastico blocco sopratutto nel campo dei trasporti, un fermi-tutti che non ha mai avuto precedenti nella storia, si sta rivelando un faro nella nebbia per le decisioni future. Il lockdown e il crollo delle emissioni mostrano infatti la svolta possibile: l’inclusione di misure di politiche climatiche, che abbiano un forte stimolo verde, come parte di un piano di ripresa economica con un forte potrebbe impedire più della metà del riscaldamento aggiuntivo previsto entro il 2050 secondo le politiche attuali.

Per i ricercatori sarebbe opportuno investire in politiche verdi, destinando circa l’1,2% del PIL globale in tecnologie a basse emissioni di carbonio e includendo misure di politica climatica, prevenendo in tal modo lo 0,3°C di riscaldamento aggiuntivo entro il 2050; questo ci darebbe una buona possibilità (circa il 55% di probabilità) di rimanere al di sotto dell’obiettivo di temperatura di 1,5°C proposti negli accordi di Parigi.

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