L’Isis ci prova con il “captagon” del Bataclan: a Salerno, fallisce

|a cura di Maria Parente

IL FATTO-Quattordici tonnellate di amfetamine, 84 milioni di pasticche col logo “captagon“, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo: la droga,  trovata dalla Guardia di Finanza in 3 container, era nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuarne il contenuto.

Si tratta del più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale, il blitz della Guardia di Finanza nel porto di Salerno, a cui si è arrivati grazie a una complessa attività d’indagine delegata al Gico nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti.

Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi – come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad”. 

Alla luce di quanto svelato dalle fiamme gialle nel porto di Salerno mi vien da sollecitare l’arcinoto aforisma einsteiniano secondo cui ” l’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi.”

L’OPINIONE-Le milizie islamiche nei cui confronti gli Stati si uniscono per arginare e limitare il “potere nero” che devasta e distrugge i popoli, allo scopo di sminuire se non calpestare il cattolicesimo, hanno intuito ancor prima che ce ne accorgessimo quanto facile sia dominare gli occidentali e plasmarli a piacimento fiutando gli affari che consentono loro di rimpinguare gli armamenti. Questa volta la droga, in un’altra occasione fu un rapimento e chissà a quali altri escamotage fanno ricorso per soddisfare la sete di vendetta che nutrono nei nostri confronti. Peccato che a spianare loro la strada ci pensano i nostri stessi uomini, corrotti malavitosi, che fiutano per se stessi importanti occasioni di guadagno.

Questa volta però non ce l’hanno fatta. L’umanità, quella sana, ha avuto la meglio.

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