Tangenti all’Atm, 13 arresti a Milano

Per pilotare le gare d’appalto di Atm aveva creato anche una squadra di collaboratori e due società di cui era socio occulto. In carcere è finito il dirigente Paolo Bellini, in azienda da 24 anni, responsabile dell’Unità amministrativa tecnica complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle linee metropolitane 1,2,3 e 5.

Le accuse contestate a vario titolo sono turbativa d’asta, corruzione, peculato, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Al centro delle indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, ci sono otto gare d’appalto che sarebbero state pilotate, per un importo complessivo di oltre 150 milioni di euro. Nel registro degli indagati sono finiti in tutto 30 tra manager e dipendenti di colossi come la Siemens Mobility spa, l’Alstom ferroviario spa, la Engineering Informatica spa, la Ceit spa, la Gilc Impianti Civili srl, la Ctf Impianti srl, anche loro indagate in base alla legge 231 sulla responsabilità degli enti. Nelle sedi delle 8 società coinvolte sono in corso perquisizioni e sequestri, mentre Atm è parte offesa nelle indagini.

A gestire il meccanismo scoperto dagli investigatori era Bellini: alle imprese interessate a partecipare alle gare di Atm veniva offerta la sua consulenza sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate in cambio, Bellini pretendeva uno “stipendio”: versamenti di denaro proporzionati all’appalto e cadenzati mensilmente.

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