Covid19: Quando si solleverà l’economia italiana?

Purtroppo, l’economia italiana prima di tornare ai livelli di Pil stimati fino a gennaio, si dovrà aspettare. Notizia diffusa dal focus di Censis e Confcooperative: “Lo shock epocale: imprese e lavoro alla prova della lockdown economy”, considerando che le attività rimarranno chiuse fino a maggio, con un ritorno alla normalità entro due mesi: “una mancata produzione di valore da parte delle imprese superiore ai 270 miliardi”.

Fortunatamente c’è ancora qualche impresa che non si è fermata: “In qualche modo la fase 2 parte da qui, ma va alimentata con coraggio e decisione”, commenta il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini.

Quelle attive sono 2,47 milioni, con quasi 9,4 milioni di lavoratori. I lavoratori fermi però sono 7,3 milioni, (su un totale di 16,7 milioni di addetti). “Nonostante tutto va visto il bicchiere mezzo pieno, perché le giuste misure di contenimento del coronarivus non hanno bloccato l’intera economia”, ha sottolineato, ribadendo che “non delocalizzano, ma creano lavoro e ricchezza in Italia”.

Ed ha continuando spiegando il quadro del nostro Paese: “In condizioni di urgenza straordinaria il sistema necessita di misure straordinarie, coraggiose e soprattutto veloci che consentano di non spegnere i motori, altrimenti rischiamo, quando sarà passata l’emergenza, di lasciare sul tappeto un milione di imprese”.

Per concludere: Vanno tenuti accesi i motori del sistema imprenditoriale per consentire la ripartenza appena sarà possibile e cercare il rimbalzo necessario per il nostro Pil. In caso contrario rischiamo di uscire da questo lockdown lasciando sul tappeto almeno il 20% delle imprese, poco meno di un milione di Pmi, con conseguenze indescrivibili in termini di fatturato, occupazione e tenuta sociale del Paese”.

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