8 Marzo 2021, lunedì
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“Quando Mao starnuta, il mondo si ammala”: Coronavirus come la Spaziale del 1969 , la storia si ripete: da Hong Kong il virus colpì l’Italia

|a cura di Maria Parente

Per la prima volta, con riferimento al Coronavirus, ho serie difficoltà ad approcciare con un argomento. Ho promesso a me stessa e l’ho promesso a voi di pubblicare un testo di mio pugno per trattare il Coronavirus ma ogni volta che mi immedesimo nel ruolo di giornalista realizzo di trovarmi innanzi ad ostacoli insormontabili da impedirmi di dialogare serenamente con il mio pubblico. Certo è che non ricordo di aver respirato mai prima d’ora clima di terrore come questo che attualmente stiamo vivendo e che si propaga ogni giorno sempre di più sulla stregua dei casi di contagio in aumento da Coronavirus: non solo decessi umani, di giorno in giorno muore la società, la vita che ci circonda si sta consumando …questo virus , è palese, ci condurrà all’autodistruzione. Proverò dunque nel modo più razionale possibile ad esporre la triste realtà che stiamo vivendo, senza creare ulteriore panico ma analizzando nello specifico il Coronavirus con uno sguardo al passato per comprendere il presente.

Da che mondo è mondo le viremie influenzali costeggiano e tormentano, è il caso di dire, l’esistenza degli esseri umani tanto è che oggi con l’avvento del Coronavirus si ripropone l’inquietudine e il terrore di uno scenario già vissuto, anche se probabilmente non torna alla memoria di tutti degli italiani. E’ dunque il ventesimo secolo nell’occhio del ciclone pandemico caratterizzato da tre pandemie influenzali: nel 1918, 1957, e 1968 identificate comunemente in base alla presunta area di origine: Spagnola, Asiatica e Hong Kong.

LA SPAZIALE 1969 PARTI’ DA HONG KONG-Con particolare riferimento alla pandemia del 1968,  la ‘spaziale’ così chiamata in omaggio ai viaggi lunari, si abbattè sull’Italia solo un anno e mezzo dopo il fatto episodico di Hong Kong: nel dicembre del 1969 il capoluogo lombardo era in ginocchio a causa di un virus che si era sviluppato in Cina nel luglio del 1968. Anche in questa occasione, furono principalmente le polmoniti virali a risultare fatali per chi rimase contagiato dal virus, i meno colpiti furono invece i soggetti sani. Sebbene l’epidemia di Hong Kong fosse associata a relativamente pochi decessi in tutto il mondo, il virus era però altamente contagioso, un fattore che facilitò la sua rapida diffusione globale e nonostante tutto , a differenza di oggi in rapporto al Coronavirus con il quale sembra mostrare delle affinità, le scuole non furono chiuse ma tenute sotto controllo mediante frequenti visite degli ispettori sanitari.

L’Italia, ieri come oggi, si trova ancora una volta impreparata per fronteggiare le epidemie, avvilendosi alla ricerca dei rimedi piuttosto che agire sulla prevenzione. Ancora una volta lo stesso errore, ieri con la “Spaziale”, oggi con il “Coronavirus” entrambe sbarcate dapprima nel capoluogo lombardo: 13 milioni di italiani a letto e 5 mila passati a miglior vita, evidenzia un filmato dell’Istituto Luce che racconta l’epidemia dell’epoca. Per rimediare alla loro scelleratezza e limitare il contagio, chi al potere, non ha altra alternativa che punire severamente gli italiani braccando ognuno in casa propria con gravi e severe limitazioni per la vita di tutti e tutto ciò con conseguenze severe per l’economia del Paese: la Ref Ricerche valuta che il Coronavirus potrebbe avere effetti negativi sull’economia italiana stimati in un calo del Pil compreso tra l’1% e il 3% nel primo e secondo trimestre 2020. Tradotto, significa tra i 9 e i 27 miliardi di euro che potrebbero andare completamente in fumo. Lombardia e Veneto sono le regioni più interessate che contano per il 31% del Pil. Una contrazione del 10% del Pil in queste regioni equivarrebbe a un calo del 3% di quello dell’intero Paese. Questa stima si basa su una valutazione degli effetti sui singoli settori, raggruppati in quattro categorie in base al range di probabile variazione del rispettivo valore aggiunto e poi calcolando il peso di tali categorie sul Pil totale.

SOSTEGNO E SUPPORTO DA BANCHE E SOCIETA’ DI CALCIO-Fortunatamente nonostante la situazione affatto rosea, gli italiani non sono soli e nemmeno la sanità pubblica potendo contare sul supporto economico di Banche, squadre di calcio e supermercati: Intesa Sanpaolo  in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il ceo Carlo Messina annuncia un piano ingente per la lotta al coronavirus pronti a donare fino a 100 milioni a disposizione del Paese, per progetti specifici che affrontino l’emergenza sanitaria. Unicredit e Unicredit Foundation hanno donato in totale 2 milioni di euro alla Protezione Civile per comprare mascherine, materiale sanitario e dispositivi medici. Ubi Banca ha invece reso noto che tutte le aziende clienti del gruppo potranno contare su una moratoria sul pagamento delle rate dei finanziamenti loro erogati, con la possibilità di prorogare l’iniziativa nel caso in cui l’emergenza sanitaria dovesse continuare. Bnl gruppo Bnp Paribas ha avviato una serie di iniziative a favore delle imprese su tutto il territorio nazionale: potranno essere sospese per sei mesi le rate dei finanziamenti a un bacino che raccoglie circa 40 mila imprese (dalla piccola attività fino alla grande azienda). Infine Dla Paper, studio legale internazionale presente anche in Italia, ha dato vita a una task force legale per assistere gratuitamente i clienti nella gestione dell’emergenza da coronavirus. Anche le squadre di calcio di Serie A non si sono tirate indietro in questa corsa alla solidarietà: Fc Internazionale Milano e Steven Zhang (presidente dell’Inter) hanno donato 100 mila euro al dipartimento di Scienze biomediche e cliniche L. Sacco di Milano, diretto dal professor Massimo Galli. L’obiettivo è sostenere la ricerca per la lotta al coronavirus. La As Roma, insieme alla propria fondazione Roma Cares, ha scelto di sostenere uno dei centri medici in prima linea in questa emergenza, l’Ospedale Lazzaro Spallanzani della Capitale. Il club donerà migliaia di mascherine all’istituto e parallelamente ha iniziato a distribuire 2000 flaconi di gel igienizzante ai clienti del Roma store di Piazza Colonna. Il Parma ha poi inviato 25.000 euro al Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma, invitando anche i tifosi a donare quanto possibile. Esselunga ha donato 2,5 milioni di euro all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, alla Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, all’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e alla Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. noltre, l’azienda milanese ha pensato anche alle persone che possono essere più in difficoltà: fino a Pasqua tutte le consegne agli over 65 anni saranno gratuite, per incentivare le persone potenzialmente più esposte a rimanere nelle proprie case. Eurospin, azienda del canale discount, contribuirà alla lotta contro il Covid-19 con una donazione da 100 mila euro da dividere tra l’Istituto Nazionale Spallanzani di Roma e l’Ospedale Sacco di Milano.

DIVIETI E RESTRIZIONI IN ITALIA-Tutta la Lombardia e 13 province sono diventate ‘zona rossa’.  I provvedimenti vietano l’ingresso e l’uscita dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Novara, Asti e Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli. Con l’eccezione di chi si trova fuori e vuole far ritorno nella propria città di residenza. A far rispettare le restrizioni saranno le forze di sicurezza che, ha detto Conte, “saranno autorizzate a chieder conto ai cittadini dei loro spostamenti”.

Restrizioni durissime anche su svolgimento di manifestazioni e attività di diversa natura, oltre che nella segnalata zona rossa, estese in tutta Italia e se non vietate comunque sottoposte a regole rigide come ad esempio il rispetto della distanza di 1 mt tra un soggetto e l’altro: stop a congressi, riunioni, meeting e eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; sospesa ogni altra attività convegnistica o congressuale;
sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali svolti in ogni luogo, pubblico o privato; sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche o locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione; restano chiusi musei e istituti di cultura;
lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar può avvenire solo con obbligo a carico dell’esercente di far rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro; è raccomandata in tutte le altre attività commerciali l’adozione di misure per contingentare gli accessi, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;sono sospesi eventi e competizioni sportivi.

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