26 Maggio 2024, domenica
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Quali sono i presupposti per essere sottoposti al controllo medico dell’INPS?

Quando può arrivare il controllo del medico dell’INPS ?  ci sono  casi in cui si è esonerati?

RRisponde il Prof.Giuseppe CatapanoImmagine correlata

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La visita fiscale consiste in un controllo, effettuato da un medico inviato dall’Inps, relativo all’effettività della malattia del dipendente, assente dal lavoro, ed alla durata della prognosi (cioè dei giorni di riposo assegnati dal medico curante. La finalità della visita fiscale è, oltre alla tutela della salute del lavoratore, anche e soprattutto la prevenzione e la repressione dei comportamenti scorretti, come quelli dei “furbetti” che si assentano per malattia senza che vi sia una reale patologia. Il medico dell’Inps, nell’effettuazione della visita fiscale, deve sottostare a diverse regole tassative: non può, difatti, recarsi presso il domicilio del lavoratore assente per malattia quando vuole, ma deve rispettare degli orari precisi. Inoltre, deve considerare che ci sono dei casi in cui il lavoratore è esonerato dalla reperibilità, ed altri in cui l’assenza al controllo sanitario dell’Inps può essere giustificata. è bene fare attenzione a non confondere i casi di esonero con i casi di assenza giustificata alla visita fiscale: le ipotesi in cui si ha diritto a beneficiare dell’esonero, difatti, sono tassative, mentre le ipotesi nelle quali è possibile giustificare l’assenza dai controlli sono più elastiche. Ad ogni modo, è importante ricordare che le conseguenze dell’assenza alla visita fiscale sono molto serie, e partono dalla decurtazione dell’indennità di malattia, sino ad arrivare, nei casi più gravi, al licenziamento disciplinare.

Le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale sono le seguenti:

  • dipendenti pubblici:
    • la mattina, dalle 9 alle 13, e la sera, dalle 15 alle 18;
  • dipendenti di aziende del settore privato:
    • la mattina, dalle 10 alle 12, e la sera, dalle 17 alle 19.
Il medico dell’Inps può passare 7 giorni su 7, festivi compresi, ed anche più volte nel corso della stessa malattia e addirittura più volte nella stessa giornata.

In base a quanto ricordato dall’Inps in un’importante circolare , l’esonero dalla visita fiscale, per i lavoratori dipendenti del settore privato, è previsto nei soli casi di assenza dovuta a:

  • malattie gravi che richiedono terapie salvavita, documentate da idonea documentazione sanitaria; non esiste una definizione univoca di terapie salvavita: anche un farmaco che determinate persone utilizzano per la cura di patologie non gravi potrebbe risultare, per determinate persone, una terapia salvavita;
  • malattie collegate all’invalidità riconosciuta in misura pari o superiore al 67%: in pratica, l’esonero è valido se il lavoratore si ammala per una causa che è riconducibile all’infermità o menomazione che ha dato luogo all’invalidità.
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i casi di esonero dal rispetto delle fasce di reperibilità sono indicati da uno specifico decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, anche se, nella sostanza, non differiscono molto dalle ipotesi di esonero valide per i dipendenti del settore privato:
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per patologie ascritte alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto in materia , o per patologie rientranti nella Tabella E dello stesso decreto);
  • malattie connesse alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.
  • L’Inps, nei casi di esonero dalla visita fiscale, può comunque effettuare dei controlli sui certificati, e il datore di lavoro può segnalare all’istituto l’opportunità di particolari verifiche.
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