28 Febbraio 2021, domenica
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Ultime notizie manovra: cosa c’è e cosa manca nella legge di bilancio

Il maxi emendamento del governo contenente la manovra economica sarà presentato all’aula del Senato alle 14 e alle 20 ci sarà la prima chiama sulla fiducia già preannunciata dal governo. Sconcertante la continua fuoriuscita di documenti riservati con sempre nuove versioni del maxi emendamento, così come è sconcertante che il testo sia ancora in lavorazione e non definitivo. A palazzo Madama la maggioranza va alla prova di forza e, saltando ogni discussione sulle misure che verranno presentate dal governo, voterà la nuova legge di bilancio 2019 che contiene numerose novità per i cittadini italiani.

Intanto i Deputati sono stati convocati in Aula alla Camera il 27 dicembre, alle 10, per l’esame finale della manovra.Immagine correlata

Manovra 2019: che cosa c’è

Entra in manovra la “flat tax per il Sud“, ovvero la calmierazione al 7% dell’imposizione fiscale per i pensionati che vivono all’estero e che si trasferiscono al sud. Nella bozza del maxiemendamento al ddl bilancio è infatti contenuta la norma, annunciata nei giorni scorsi, che consente alle persone titolari di redditi da pensione di fonte estera di accedere a un’imposta sostitutiva sui redditi se trasferiscono la propria residenza in una città con popolazione non superiore a 20.000 abitanti e collocata in una delle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Nel maxiemendamento alla manovra ci sarà una norma che prevede l’estensione al 2019 del trattamento di cassa integrazione per i lavoratori dell’Ilva. Lo annuncia all’Adnkronos il sottosegretario all’Economia Laura Castelli. “Prevediamo -afferma- l’estensione per il 2019 del trattamento di Cassa integrazione salariale straordinaria per i dipendenti impiegati presso gli stabilimenti produttivi del gruppo Ilva”.

Entra in manovra anche l’impiego dei militari del genio per salverà Roma dalle buche. La misura, già dichiarata inammissibile dalla commissione Bilancio, torna nella nuova versione corretta. ”Al fine di fronteggiare l’emergenza della sicurezza stradale -si legge nel testo- è autorizzata l’assegnazione a Roma capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l’anno 2019 e a 20 milioni di euro per l’anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguirsi con il concorso del ministero della Difesa, attraverso l’Esercito”.

Non solo eco bonus ed ecotassa, sul campo dell’automotive arriva uno sconto del 50% sull’imposta di bollo per le auto e le moto storiche. La misura che consentirà ai proprietari di veicoli con anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni di pagare la metà della tassa automobilistica. Per poter beneficiare dello sconto sarà necessario essere in possesso del certificato di rilevanza storica.

Buone notizie per i proprietari degli stabilimenti balneari: in Manovra ci sarà il rinvio della Bolkestein con un proroga di 15 anni per le concessioni che secondo quanto stabilito dalla direttiva europea sarebbero dovuti andare a gara. La bozza del maxiemendamento al ddl bilancio esclude dalla Bolkestein gli affitti demaniali. La misura si rende necessaria, si legge, ”al fine di garantire la tutela e la custodia delle coste italiane affidate in concessione, quali risorse turistiche fondamentali del Paese, e tutelare l’occupazione e il reddito delle imprese in grave crisi per i danni subiti dai cambiamenti climatici e dai conseguenti eventi calamitosi straordinari”.

In manovra arriva anche la sanatoria per i contribuenti in difficoltà economica. La misura consente, ”ai debitori che versano in una grave e comprovata situazione”, di regolarizzare a costi ridotti la propria posizione. La sanatoria interessa i carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 e prevede diverse percentuali di pagamento, a seconda della situazione Isee: 16% per i redditi fino a 8.500 euro; 20% fino a 12.500 euro; 35% fino a 20.000 euro”.

Manovra 2019: che cosa non c’è

La proposta di far pagare la Tari attraverso la bolletta elettrica non trova spazio nella manovra. La bozza del maxiemendamento al ddl bilancio non contiene la misura, che una parte della maggioranza avrebbe voluto introdurre a partire dal prossimo anno.

Salta la liberalizzazione per gli Ncc. Le telefonate per prenotare la corsa dovranno passare per forza attraverso le rimesse, che si dovranno trovare all’interno del comune (o della provincia e della città metropolitana) che ha rilasciato l’autorizzazione. Salta quindi la radicale revisione del sistema di noleggio con conducente.

Rischia di saltare la proroga dei termini di scadenza delle “Graduatorie dei concorsi precedenti al 2014” una prassi che se interrotta rischia di cancellare tutte le graduatorie concorsuali pubbliche ancora aperte tra cui quelle relative al maxi concorso del Comune di Roma del 2010, dal quale Roma Capitale ancora attinge personale per le nuove assunzioni. “Si tratta di una grave retromarcia rispetto a quanto proclamato e promesso a più riprese dalla Giunta capitolina” denunciano in una nota i consiglieri del gruppo capitolino del Partito Democratico.

Nella legge di bilancio c’è uno stanziamento di 6,7 miliardi di euro che dovranno servire sia per il reddito di cittadinanza sia per le pensioni di cittadinanza. Manca però una legge vera e propria, per cui ad oggi nessuno è in grado di dire se i soldi saranno sufficienti a garantire i fatidici 780 euro promessi dal M5s (molti economisti sono dubbiosi).

Quanto all’abolizione della legge Fornero promessa in campagna elettorale, l’attuale normativa verrà superata, anche se per i dettagli bisognerà attendere successivi decreti ad hoc. Dal momento che la quota 100 ha diversi limiti (38 anni di contributi, divieto di cumulo, reintroduzione del meccanismo delle finestre), si può parlare di promessa parzialmente mantenuta. Ma il prezzo è molto alto. Oltre a far ricorso al deficit e a tagli di spesa, per rassicurare l’Ue il governo si è impegnato a rivedere al rialzo le clausole di salvaguardia Iva per un totale di 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 nel 2021.

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