28 Febbraio 2021, domenica
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Pensioni, le novità: aumenti degli assegni e nuovi requisiti

Novità nel 2019 per le pensioni. Cambiano i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità, ma ci saranno delle modifiche anche per il sistema di rivalutazione dei trattamenti previdenziali. Le pensioni saranno più alte, seppur di poco, a partire dall’1 gennaio 2019. Il 2019 sarà infatti un anno di novità sul fronte pensioni e non solo per la riforma promessa dal governo M5s-Lega (attraverso il superamento della Legge Fornero con il meccanismo della cosiddetta quota 100) o per l’adeguamento con le aspettative di vita che porterà ad un incremento generale dei requisiti per il pensionamento. E’ bene precisare che per quanto riguarda la riforma delle pensioni non c’è ancora nulla di ufficiale: permangono dubbi sui tempi e sulle coperture.

Con una circolare esplicativa, l’Inps ha informato che dal 1° gennaio 2019 ci sarà un incremento dell’età pensionabile visto l’aumento delle aspettative di vita rilevato dall’Istat. Poiché gli italiani vivono in media 5 mesi di più, andranno in pensione un po’ più tardi. E questo avviene per effetto della Legge Fornero ancora in vigore. E’ stata proprio la riforma del 2011 del governo Monti, infatti, a stabilire che d’ora in avanti, ogni due anni, si dovrà procedere con l’aggiornamento dei requisiti per il pensionamento, i quali dovranno essere adeguati con le aspettative di vita. Un eventuale incremento, però, non potrà essere superiore ai 3 mesi. Dal 1° gennaio 2019, quindi, si andrà in pensione più tardi rispetto ad oggi. Cosa significa, nel dettaglio?

  • pensione di vecchiaia: da 66 anni a 7 mesi a 67 anni per tutti. L’anzianità contributiva richiesta sarà sempre pari a 20 anni;
  • pensione di vecchiaia contributiva: da 70 anni e 7 mesi a 71 anni di età. L’anzianità contributiva sarà sempre di 5 anni;
  • pensione anticipata contributiva: da 63 anni e 7 mesi di età a 64 anni. L’anzianità contributiva resta pari a 20 anni;
  • pensione anticipata uomini: da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 3 mesi;
  • pensione anticipata donne: da 41 anni e 10 mesi si passerà a 42 anni e 3 mesi;
  • pensione anticipata lavoratori precoci (Quota 41) passa da 41 anni a 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva.Risultati immagini per pensioni

Tali requisiti comporteranno alcuni cambiamenti anche per l’Ape Volontario, lo strumento con il quale è possibile richiedere un anticipo pensionistico che verrà ripagato con delle trattenute sul futuro assegno previdenziale. Ricordiamo, infatti, che per accedere l’Ape Volontario non devono mancare più di 3 anni e 7 mesi all’età della pensione di vecchiaia, per la quale l’età anagrafica è stata incrementata di 3 mesi. Non si potrà dunque utilizzare questo strumento prima del compimento dei 63 anni e 3 mesi.

a cura di Carmine Cilvini

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