1 Marzo 2021, lunedì
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Per ridurre il sovraffollamento delle carceri italiane arriva il braccialetto elettronico

Il sovraffollamento delle carceri in Italia rappresenta un argomento ostico e di cui ,con tanta facilità, se ne parla soltanto: al momento,difatti,non sono adottate soluzioni adeguate per “sveltire” la situazione e un numero sempre maggiore di detenuti è costretto a vivere la detenzione in condizioni disumane,oltre che pietose. Sembra però che uno spiraglio di luce riesca ad illuminare il “tunnel senza fine” che vede protagoniste le carceri italiane: ben presto i magistrati di sorveglianza avranno lo strumento per poter ridurre il sovraffollamento. Fastweb fornirà, infatti, 1000 braccialetti elettronici al mese fino a un surplus del 20 per cento, con i relativi servizi di assistenza e manutenzione per 36 mesi. Il servizio partirà dal mese di ottobre allo scopo di consentire alle Forze dell’Ordine di completare i corsi di formazione previsti nel corso del mese di settembre per la gestione dei braccialetti che verranno assegnati in base alle indicazioni dei magistrati che disporranno i relativi provvedimenti di limitazione della libertà.Risultati immagini per braccialetto elettronico

In Italia ci sono 21.807 detenuti che potrebbero accedere alle misure alternative come la detenzione domiciliari. A differenza di quanto si è soliti pensare,ovvero che in carcere non si va a scontare nemmeno un giorno, i dati reali dicono tutt’altro ,difatti al 30 giugno del 2018 sono ben 8.487 i detenuti che devono scontare da 1 giorno a 1 anno; 7.504 quelli che hanno una pena residua tra 1 anno e due anni. Se includiamo anche coloro che devono scontare una pena residua tra due e tre anni, dobbiamo aggiungerne altri 5.816: ed è qui che arriviamo alla cifra di 21.807 detenuti che potrebbero scontare misure alternative. Di questo ha parlato anche l’esponente del Partito Radicale Rita Bernardini durante un incontro, assieme a Sergio D’Elia di Nessuno tocchi Caino, con il nuovo capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini.

Il capo del Dap si è mostrato favorevole all’utilizzo delle pene alternative per questi casi e ha intenzione di proseguire questo dialogo con il Partito Radicale, indiscusso conoscitore delle criticità del sistema penitenziario.A spiegare il funzionamento è Fastweb:il braccialetto elettronico si applica alla caviglia del detenuto. La compagnia telefonica provvederà a fornire l’intera infrastruttura per il collegamento e il controllo a distanza dei dispositivi, installando presso le abitazioni delle persone sottoposte agli arresti domiciliari le centraline ( base station) collegate al Centro elettronico di monitoraggio che segnalano alle centrali delle Forze dell’Ordine l’eventuale allontanamento della persona soggetta a provvedimento restrittivo dal raggio di copertura. Il ricorso al braccialetto elettronico serve, quindi, non solo a sfoltire le carceri dai detenuti per pene brevi e di lieve entità, ma è utile anche alle forze di polizia che possono evitare di impegnare il personale per visitare e controllare giornalmente i detenuti ammessi a fruire di misure detentive domiciliari. Molteplici,dunque, i vantaggi che ne deriverebbero dall’installazione del braccialetto elettronico: il nuovo contratto stipulato con Fastweb prevede la possibilità di utilizzare il braccialetto anche in funzione anti- stalking: l’autorità giudiziaria potrà imporre allo stalker l’obbligo di portare un braccialetto elettronico dotato di dispositivo GPS, mentre la potenziale vittima sarà dotata di apparecchio in grado di rilevare la presenza dell’aggressore nelle vicinanze e di generare in tempo reale una segnalazione di allarme verso le Forze dell’Ordine.La vittima dello stalker sarà in possesso di un dispositivo portatile nel quale è presente un bottone di allarme che attiva anche la chiamata diretta con l’operatore, tale dispositivo può essere chiamato dall’operatore stesso.

Ridurre il sovraffollamento intanto è possibile applicando le leggi esistenti. Con il decreto legge n. 92 del 28.6.2014 e la successiva legge 16.4.2015 n. 47 è stata rivoluzionata la custodia cautelare sia per sfoltire le carceri che per evitare le sanzioni minacciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo. Si è stabilito che non può essere applicata la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari se il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena.

a cura di Maria Parente

 

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