24 Settembre 2021, venerdì
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Migranti, sulle Alpi si scioglie la neve e affiorano i corpi degli uomini morti nella traversata

La neve sulle Alpi comincia a sciogliersi e mostra i cadaveri dei migranti morti nel tentativo di varcare il confine italiano per arrivare in Francia.Un corpo senza nome è stato ritrovato poche settimane fa non lontano da Bardonecchia, sul versante italiano delle Alpi, rannicchiato in una fessura del suolo. A scoprirlo è stato un cacciatore. Secondo la polizia transalpina, “avrebbe trascorso lì l’inverno”.La polizia intanto sta cercando di decifrare le impronte digitali della mano meno danneggiata del cadavere per poterlo identificare. Questo sul versante italiano del sentiero mortale che i migranti tentano di affrontare ignari dei pericoli che si nascondono anche d’estate tra le rocce, nella neve e nel gelo notturno che affrontano sprovvisti di qualsiasi protezione e attrezzatura a cominciare da buone scarpe per camminare.

Nel febbraio scorso un reportage del New York Times raccontava la storia di Vincent Gasquet, un pizzaiolo che vive e lavora in un piccolo paese sulle pendici delle Alpi francesi al confine con l’Italia, e che di notte, sulla base di segnalazioni, insieme a un gruppo di volontari parte per perlustrare i boschi alla ricerca dei migranti che, per evitare i posti di blocco della polizia vi si inoltrano. Tentano ogni notte di attraversare le montagne dove devono resistere a temperature sotto zero coperti di giacche leggere e, se va bene, in scarpe da ginnastica.Ai reporter del New York Times Gasquiet dichiarò: “Se le Alpi diventassero un cimitero, mi vergognerei per il resto dei miei giorni.” Questi volontari fanno un’opera di soccorso rischiosa perché secondo le leggi francesi aiutare qualcuno ad entrare nel paese senza documenti in regola è reato. Il 31 marzo scorso un episodio avvenuto proprio a Bardonecchia provocò una certa tensione nelle relazioni tra Italia e Francia.Quattro agenti della polizia doganale transalpina entrarono in un centro di migranti gestito dalla ONG Rainbow for Africa e ospitato nei locali della stazione di Bardonecchia con l’intenzione di fare un controllo delle urine ad un uomo nigeriano fermato e sospettato di essere uno spacciatore. Il campione risultò poi negativo e i rappresentanti della Ong denunciarono l’atteggiamento intimidatorio degli agenti nei confronti di medici, operatori e migranti. Anche sul lato francese con l’arrivo della primavera sono stati rinvenuti cadaveri. Due di questi sono stati identificati

a cura di Alessia Reitano

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