Pompeo ha chiarito chi è il vero obiettivo degli Usa in Medio Oriente

Nel suo primo viaggio all’estero come segretario di Stato americano, Mike Pompeo ha reso chiara la sua visione sul Medio Oriente, sia per la scelta degli interlocutori – Arabia Saudita, Israele e Giordania – che per l’attacco a tutto campo contro l’Iran.Da Riad, Pompeo ha affermato che Teheran “destabilizza l’intera regione”, e ha ribadito che “la sicurezza dell’Arabia Saudita è una priorità per gli Stati Uniti”. “Continueremo a lavorare intensamente con i partner arabi per far fronte alle minacce alla sicurezza di questo paese. A partire dall’Iran”, ha proseguito, durante una conferenza stampa con il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir.Una linea d’azione ripetuta anche a Tel Aviv, dove Pompeo ha incontrato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e ha sottolineato che gli Stati Uniti “restano profondamente preoccupati dalla pericolosa escalation di minacce dell’Iran verso Israele e la regione”.Iran preso di mira per il suo sostegno a “milizie e gruppi terroristici: vende armi ai ribelli Houthi in Yemen, conduce campagne di cyber-hackeraggio e sostiene il regime sanguinario di Assad”, ha spiegato il capo della diplomazia americana. Ma sotto accusa c’è anche l’accordo sul nucleare che “ha fallito” l’obiettivo di “moderare” Teheran. Dopo aver firmato l’intesa, “l’Iran si è comportato peggio in molte regioni”, ha sostenuto Pompeo. Da qui, l’intenzione di Washington di “continuare a lavorare con i partner europei per ridefinire” l’accordo sul nucleare. L’amministrazione americana è ferocemente contraria all’intesa e ci si attende una sua uscita dall’accordo il prossimo 12 maggio quando Washington sarà chiamata a certificare il rispetto delle condizioni da parte di Teheran o riprendere le sanzioni contro la Repubblica islamica. Trump è sempre stato un oppositore dell’accordo raggiunto nel 2015 dalla comunità internazionale con l’Iran, e lo ha definito più volte un disastro.Dopo la sua recente visita a Washington, il presidente francese Emmanuel Macron, si è detto convinto che Trump uscirà dall’intesa. In quell’occasione, l’inquilino dell’Eliseo aveva difeso l’accordo pur riconoscendo che ci sono delle questioni da trattare, immaginando delle possibili modifiche successive.E di fronte alle parole dure di Pompeo, gli europei sono tornati a schierarsi a favore dell’accordo con l’Iran. Un portavoce del governo britannico ha fatto sapere che Londra, Parigi e Berlino sostengono l’intesa, ritenendolo il modo migliore per evitare che Teheran si doti dell’atomica. La posizione comune è frutto di telefonate che la premier britannica Theresa May ha avuto con Macron e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, tra ieri e oggi. I tre leader hanno riconosciuto che “ci sono importanti elementi che l’intesa non copre ma che dobbiamo affrontare, inclusi i missili balistici, cosa che succedera’ quando scade l’accordo, e l’attività di destabilizzazione regionale dell’Iran”.(fonte:agi.it)

a cura di Maria Parente

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