28 Febbraio 2021, domenica
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Nei primi 4 mesi dell'anno, chiusi 8 hotel e 44 ristoranti al giorno

Nei primi quattro mesi dell’anno, secondo i dati dell’Osservatorio Confesercenti, hanno cessato l’attività 44.813 imprese del turismo e commercio: nello stesso periodo, le nuove aperture nei due settori sono state solo 28.016, per un saldo finale negativo di 16.797 unità. Entrambi i settori registrano più cessazioni che aperture: nel commercio il saldo di natimortalità delle imprese è -12.016, mentre nel turismo è di -4.781 attività.
Chiusi 8 alberghi, 40 bar e 44 ristoranti al giorno. Nei primi quattro mesi dell’anno il comparto alloggio, comprensivo di alberghi e hotel, ha visto chiudere 972 imprese (8 al giorno) contro solo 389 aperture, per una perdita secca di 583 unità. Negativo (-1.997) anche il dato dei bar, che da gennaio registrano, a fronte di 2.875 aperture, ben 4.872 chiusure (40 al giorno) e un saldo negativo di 1.997 imprese.
Ancora peggio i ristoranti: nel periodo ne sono stati chiusi circa 44 ogni giorno, per un totale di 5.334 cessazioni di impresa. Un rosso che il pur alto numero di nuove aperture (3.133) non riesce a colmare, portando il comparto a perdere 2.201 imprese. La ristorazione è in difficoltà soprattutto in Sicilia, dove tra gennaio e aprile le 157 nuove aperture non bastano a compensare le 391 chiusure, con un saldo negativo di 234 imprese. Seguono, nella classifica dei saldi peggiori, la Campania (-203) e il Lazio (-200).
Commercio, crescono solo gli ambulanti. Cala il dettaglio in sede fissa, che vede nei primi 4 mesi dell’anno 20.297 chiusure e un saldo negativo di -10.945, mentre aumenta il commercio fuori dai negozi: le imprese che vendono attraverso internet mettono a segno un sostanziale equilibrio (+73), mentre il commercio su aree pubbliche cresce di 530 unità. E si conferma come l’unico comparto ‘anti-crisi’ del commercio. La crisi dei negozi al dettaglio è forte soprattutto al Centro-sud: la Campania registra il record negativo sia per numero di chiusure (2.920) che per saldo (-1.381). Seguono la Sicilia (2.004 e -1.254) e il Lazio, con 1.968 cessazioni e un bilancio negativo di 1.174 unità.
Al contrario, le imprese ambulanti mostrano saldi positivi soprattutto nelle regioni dove i negozi in sede fissa hanno registrato le maggiori perdite. E’ il caso della Campania: tra iscrizioni e cessazioni, la regione vede un bilancio positivo per 300 imprese, contribuendo per oltre il 56% al saldo nazionale.

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