9 Marzo 2021, martedì
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Scajola, poliziotti scorta compravano calze per Chiara Rizzo. E il Sap?

Compravano le calze per Chiara Rizzola moglie del latitante Amedeo Matacena, e sbrigavano per lei commissioni. Non si tratta di camerieri, ma di agenti della scorta di Claudio Scajola  che di fatto erano a disposizione totale della Rizzo. In diverse occasioni, stando alle intercettazioni per cui l’ex ministro è finito in carcere, la Rizzo sarebbe stata accompagnata dalla scorta nei viaggi per e da Monaco.Viaggi internazionali che la Questura avrebbe dovuto autorizzare. E intanto i sindacati di polizia, compreso il Sap, che aveva applaudito gli agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi, sulla vicenda tacciono.

Il Corriere della Sera spiega che durante le indagini e dall’analisi dei documenti, la Dia di Reggio Calabria ha scoperto che gli agenti di Scajola, poliziotti a servizio dello Stato, venivano usati come guardie personali per sé e per i suoi amici, tra cui la Rizzo, proprio dall’ex senatore Pdl:

“dagli accompagnamenti di Chiara Rizzo all’acquisto di effetti personali destinati alla signora, come un paio di calze che gli agenti di scorta vengono spediti a comprare dalla segretaria dell’ex ministro per la moglie del latitante condannato per complicità con la ‘ndrangheta. In quell’occasione, persino la segretaria e il poliziotto della scorta si lamentano delle pretese di Scajola.

Ma dalle intercettazioni dell’ex titolare del Viminale emerge una circostanza considerata più grave e inquietante: informazioni riservate su altre persone, a partire dai loro spostamenti sul territorio nazionale, raccolte attraverso funzionari di Stato a lui fedeli. Scajola riceveva le notizie che aveva chiesto e se ne vantava al telefono con alcuni interlocutori, commentando soddisfatto che il suo «servizio segreto» privato funzionava a dovere”.

Un utilizzo privato di risorse pubbliche su cui, al momento, il sindacato della polizia Sap ancora tace, scrive La Stampa:

“Ora il capo della polizia Alessandro Pansa ha deciso di aprire un’inchiesta ministeriale che assorbirà quella interna subito avviata dal questore Pasquale Zazzaro. Gli ispettori che arriveranno da Roma dovranno verificare i rapporti che gli agenti di scorta erano obbligati a inviare in Questura per rendere conto del servizio svolto.

Per le missioni all’estero la procedura è quanto mai complicata: la Questura deve saperlo almeno una settimana prima. Quindi viene avvisata la Prefettura che a sua volta allerta il Ministero. Se la risposta è affermativa da Roma viene contattata la polizia del Paese dove la scorta è diretta e che deve dare l’assenso. Ma allo stato, in Questura a Imperia, non risulterebbe nulla di tutto questo”.

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