7 Marzo 2021, domenica
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Alfano: ci riprenderemo gli stadi. Un piano per tutelare Roma

Tiene banco nel dibattito politica la violenza che ha caratterizzato lo svolgimento della finale di Coppa Italia di calcio a Roma sabato scorso.  Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano terrà domani alle 13 in aula alla camera l’informativa urgente sugli eventi verificati il 3 maggio presso lo stadio Olimpico di Roma, in occasione della finale di Coppa Italia, Fiorentina-Napoli. “Noi abbiamo un obiettivo: il pallone è nostro e ce lo riprenderemo”, ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, questa mattina alla Telefonata di Belpietro, su Canale 5. “Negli stadi devono tornare con serenità le famiglie con i figli; i delinquenti, i facinorosi, i  criminali devono essere cacciati a vita dagli stadi e le società devono metterci l’anima, il cuore, l’organizzazione per separare la mele marce dalla maggioranza dei tifosi perbene. Noi come governo, come Stato faremo tutto quello che si può fare: allontanare i violenti, rafforzare le pene, bonificare le zone vicino allo stadio anche prima della partita ma anche le società devono fare la loro parte sino in fondo”. Le parole di Alfano sono in linea con quanto espresso Renzi che ieri ha annunciato di voler “riunire che a fine campionato tutte le autorità ed interveniamo in modo serio”, coinvolgendo soprattutto le società che “dovranno anche prendersi cura del pagamento dell’ordine pubblico, non voglio che paghino i cittadini”. Ancora più forti, ieri sono state le parole pronunciate dal capo dello stato, Giorgio Napolitano. “Dal ministro dell’Interno ho sentito dire che non bisogna trattare con i facinorosi e questo è vero anche per le società ed i presidenti che devono rompere i legami con questi aggregati che vengono chiamati tifoserie ed esprimono presunti capi che si collocano nella criminalità”, avveda detto a margine di una mostra sulla nazionale di calcio. Alfano ha comunque smentito che sabato sera c’è stata una trattativa con l’ultrà napoletano. “Non sta né in cielo né in terra: nessuno può immaginare che lo Stato abbia deciso insieme ai violenti se disputare o meno una partita”, ha detto. “Noi come governo abbiamo il dovere di assicurare l’ordine pubblico, la valutazione tecnica appartiene alle forze di sicurezza messe in campo e al prefetto: è stato valutato da parte loro che la partita potesse essere giocata”.  “In curva si era diffusa la voce che fosse morto un tifoso del Napoli in una faida tra tifosi delle due squadre”, ha proseguito Alfano, “e si è valutato a livello di società, di Napoli, di mandare Hamsik a tranquillizzare la curva riguardo al fatto che le cose non stavano cosi’. In effetti la cosa concreta è che  il ferimento e’ avvenuto a Tor di Quinto, a 3 o 4 km dallo stadio, poi la partita si è svolta regolarmente”.
Ma non ci sono soltanto gli ultrà nei pensieri del ministro Alfano. Il ministro dell’Interno, infatti, annuncia: “un piano speciale sulla sicurezza su Roma con il quale intendiamo fare di Roma un modello di sicurezza, perché pensiamo che ciò che funziona a Roma può funzionare in tutta Italia”, ha detto Alfano, , parlando delle ultime violente manifestazioni che hanno devastato il centro della capitale. “Vietare i cortei a Roma? Non possiamo violare il precetto costituzionale che giustamente riconosce sacralità al diritto di manifestazione del pensiero, ma non possiamo neanche accettare che la manifestazione si trasformi in un saccheggio e che i manifestanti non siano manifestanti ma incappucciati, muniti di spranghe, cinghie, razzi e sampietrini mettendo anche nel conto di ammazzare un poliziotto. Nessuno deve toccare un capello a un poliziotto, a un carabiniere, a un finanziere, a chi protegge le nostre città”, ha concluso Alfano assicurando che saranno introdotte “regole comportamentali che consentano di rispettare le forze dell’ordine che fanno il loro dovere”. La presentazione del piano era previsto questo ponmeriggio, ma la conferenza stampa è stata rinviata.

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