20 Giugno 2024, giovedì
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Sul lavoro la sfida decisiva. Poletti: 2014 a saldo zero tra nuovi occupati e disoccupati

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha annunciato ufficialmente un piano straordinario di controlli sull’utilizzo improprio, da parte  delle aziende, di contratti di collaborazione e partite Iva: due strumenti spesso utilizzati per mascherare un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente. L’offensiva, che si propone di regolarizzare almeno 19 mila rapporti di lavoro dipendente,  ha una sua logica ben precisa: ora che le aziende possono assumere senza troppi problemi un dipendente per tre anni, quindi sopperire in questo modo a picchi straordinari di attività oppure testare per bene un lavoratore prima di assumerlo, è anche l’ora di finirla di aggirare le norme con contratti fasulli. Giusto. Ma forse c’è anche una ragione politica ben precisa. Il decreto lavoro è appena arrivato in parlamento e già si cominciano a preparare le munizioni per una battaglia che sarà senza esclusione di colpi. L’idea del governo Renzi è quella di semplificare la vita alle imprese. Il punto di partenza sono i numeri: con le regole introdotte dai precedenti governi (riforma Fornero), il numero degli apprendisti è diminuito, invece di aumentare. E anche i contratti a tempo determinato hanno creato alle imprese più problemi che vantaggi.

Poletti, 2014 a saldo zero tra nuovi occupati e disoccupati

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spera che il 2014 sia l’anno del saldo zero fra i disoccupati che la crisi ha creato negli scorsi anni per cui quest’anno finiranno gli ammortizzatori sociali e gli occupati che i nuovi “fili verdi” creeranno da qui a fine anno. E’ stato questo uno dei messaggi di fiducia che lo stesso ministro ha voluto lanciare parlando agli studenti all’Università di Verona. “Nel 2014 ci sarà il passaggio alla situazione di disoccupato di persone che hanno perso il lavoro 3 anni fa e che con la fine degli ammortizzatori sociali entreranno statisticamente nella categoria”, ha sottolineato, evidenziando come tuttavia ci siano “fili verdi che crescendo e creando nuovo lavoro fanno sperare che entro fine anno ci possiamo portare a saldo zero. Se succederà, ci troveremo lo zoccolo su cui costruire”, ha aggiunto. Poletti ha spaziato a tutto tondo sui temi del lavoro, dicendosi convinto che il decreto che ha varato il governo Renzi, in attesa della più  ampia riforma della legge delega, “non crei precarietà, ma piuttosto crei opportunità. Chi sta più di 12 mesi in un’azienda, ha spiegato il ministro, ha un tasso di stabilizzazione triplo rispetto a chi ci sta per periodi più brevi: proprio per questo, ha continuato,è  un bene “che un giovane possa stare 36 mesi in un’azienda con un contratto a termine” e poi essere stabilizzato, piuttosto che mantenere la situazione precedente, dove magari “in 36 mesi giravano sei lavoratori sulla stessa posizione”.

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