20 Giugno 2024, giovedì
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Precari a vita diventati bidelli saranno presto assunti

Precari a vita diventati bidelli saranno presto assunti. Migliaia di precari occupati comebidelli (24mila è una stima da confermare), cioè migliaia di ex lavoratori socialmente utili che da una quindicina d’anni sono stati impiegati nella piccola manutenzione e nella pulizia scolastica, verranno assunti per un altro paio di anni dallo Stato, costretto alla “stabilizzazione” perché per almeno 12 mila di loro il contratto è in scadenza. I tagli conseguenti alle gare Consip, con cui la spesa è passata da 620 a 390 milioni dopo la cura dimagrante della spending review, li avrebbero espulsi dal lavoro: per non lasciarli a casa lo Stato provvederà al loro reimpiego, vanificando di fatto il risparmio appena ottenuto, visto che la conferma costa circa 300 milioni di euro.

Il caso, drammatico in termini sociali, va messo in relazione agli esiti della indagine del commissarioCarlo Cottarelli che ha stimato, prudenzialmente, un numero di 85mila esuberi nel pubblico impiego. Da un lato si taglia per razionalizzare, dall’altro si assume, ma in forme tipicamente assistenziali, come nota Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di oggi ricordando come si è arrivati a questo punto.

Nel 1999 l’igiene scolastica è passata per legge allo Stato insieme ai dipendenti degli enti locali che se ne occupavano. Il loro numero, negli anni, si era poi gonfiato a dismisura con gli ex lsu ingaggiati dai Comuni e organizzati in consorzi. Assunzioni anche dettate dalla necessità di mettere una toppa ai problemi occupazionali, ma spesso dal forte odore clientelare. Con il risultato di avere alla fine molte più braccia del necessario. (Sergio Rizzo, Corriere della Sera)

La necessità di mettere un argine all’emergenza sociale si scontra con le modalità poco virtuose di inserimento nel mondo del lavoro di uno Stato committente generoso fino all’autolesionismo quando si scorre l’elenco delle aberrazioni del precariato stabilizzato per lavori dove l’utile e il necessario sono molto relativi come nel caso del record di undicimila forestali in Calabria, la stessa regione del picco di incendi a livello nazionale. L’Inps calcola 125mila impiegati come lavoratori socialmente utili.

Vanno compresi i 28mila (ma erano arrivati a 60mila) precari assunti dalla Regione Sicilia in aggiunta ai suoi 20mila dipendenti. I 2.361 precari utilizzati nella raccolta differenziata nella Campania dei roghi dell’immondizia (600 lsu, 470 ex detenuti, 930 disoccupati “di prima classe”, più 361 addetti ai consorzi di bacino) rappresentano un modello di inutilità se è vero, come è vero (ricorda Rizzo) in 34 erano occupati in un calll center dove ognuno di loro riceveva una telefonata a settimana.

Ci sono poi i casi strani, diciamo così, degli otto addestratori di cirnechi (razza canina etnea) sempre in Sicilia, i 110 autisti assunti senza patente a Palermo,  i 30 “camminatori” all’assemblea regionale siciliana (portavano le carte da un ufficio all’altro), per finire con il lavoratore socialmente utile cui il comune di Bompietro nel palermitano aveva affidato un progetto di arredo urbano da più di 300 mila euro.

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