17 Giugno 2024, lunedì
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Contrabbando sigarette risorto: le “em@ail” cinesi a 2 euro

Contrabbando sigarette risorto: le “em@ail” cinesi a 2 euro. Sul mercato delle sigarette è tornato di prepotenza il contrabbando: si smerciano, in particolare a Napoli ma anche Milano ne è investita, marchi inediti come Classic, Raquel, Jin Ling, Gold Mount. O le Em@il che riferisce un tabaccaio della provincia di Napoli, si è sentito chiedere da qualcuno convinto fossero anche legali. Arrivano a costare anche 2 euro a pacchetto. Sono sigarette cinesi, arabe o prodotte in Italia ma destinate ai mercati esteri.
Tecnicamente vengono definite “cheap white”, sono prodotte di preferenza in paesi dell’Est come Bielorussia, Polonia, Ucraina, Grecia, Bulgaria o provengono direttamente dalla Cina. Viaggiano su furgoni e camion magari nascoste sotto carichi di frutta. Il commercio al dettaglio è assicurato da bancarelle improvvisate, da uomini con il borsone al collo: ma anche le nuove forme come gli ordini online e i servizi porta a porta stanno prendendo piede.
Uno studio Kpmg Project Star è indicativo: il consumo di sigarette illegali nell’Unione Europea è cresciuto del 32% tra il 2007 e il 2012, mentre, contestualmente, è diminuito del 20% quello di sigarette legali (anche per lo sviluppo delle e-cicarettes). I sequestri lo confermano: da 240 tonnellate di tabacchi sequestrati nel 2006 solo in Italia si è passati a 300 tonnellate (di cui il 34% solo in Campania). La concorrenza sleale del tabacco tarocco contribuisce fortemente ai mancati incassi dell’erario: i mancati ricavi (sfuggiti alle accise) ammontano per lo spazio Ue a 12,5 miliardi annui, 1,7 miliardi di mancato gettito solo in Italia.

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