14 Giugno 2024, venerdì
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Renzi: soldi ai cittadini dal 27 maggio o sono un buffone. E rafforza la spending review

Ha assicurato che “Il governo italiano rispetta tutti gli impegni che ha con l’Europa” e ha ricordato che l’Europa deve cambiare “per tornare l’Europa vicina ai cittadini”. Ma poi, per convincere tutti che non soltanto le sue idee sono buone, ma anche le coperture finanziarie efficaci, Matteo Renzi, presidente del consiglio, ha deciso di accelerare sul fronte della spending review o revisione di spesa che dir si voglia. Ragion per cui ha fatto convocare dal sottosegretario della presidenza del consiglio, Domenico Delrio, per questa mattina a palazzo Chigi il comitato interministeriale per il rafforzamento della revisione della spesa pubblica. All’incontro con il commissario straordinario per la spending review Carlo Cottarelli parteciperanno il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il ministro per le Riforme e i rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi e il ministro della Pubblica amministrazione e semplificazione Marianna Madia.

Un vertice che giunge a meno di due giorni dall’annuncio della manovra choc per l’economia, dei dubbi espressi dall’Unione europea e soprattutto dalla Banca centrale europea sulla capacità dell’Italia di ridurre il deficit in maniera permanente, e a poche ore dall’assicurazione rivolta da Renzi all’Europa che l’Italia manterrà i suoi impegni, ma che è ora di cambiare passo rispetto alla vecchia politica dei vincoli di bilancio imposti dall’alto. Renzi, parlando in occasione di un convegno sull’Europa che si è svolto alla alla camera, aveva dichiarato: “L’impegno a mantenere i conti in ordine l’Italia lo lo vuole rispettare non perché ce lo chiede la Ue, ma perché ce lo chiedono i nostri figli”, aveva sottolineato il presidente del consiglio. Pronto però a dire basta alla politica dei vincoli di bilancio permanenti e ad annunciare, subito dopo la sua manovra choc nel corso della trasmissione Porta a Porta.

I capisaldi dela Renzinomics
Renzi, a Vespa, aveva illustrato i capisaldi della sue Renzinomics. E aveva garantito che le coperture ci sono, a partire da quelle encessarie per abbassare l’Irpef sui lavoratori: “Daremo dieci miliardi di euro a dieci milioni di persone”, aveva detto. “Che si tratti di 75 euro o 85 ero al mese, poco importa. L’importante è che ci sia la percezione che il governo ha fatto questo. Un’operazione di marketing? Certo, anche questo”, ha detto Renzi. Che ha poi sottolineato come, per finanziare le misure già studiate e non ancora diventate oggetto di provvedimenti legislativi, si “partirà dai tagli di spesa, a cominciare dalle vendita all’asta delle auto blu. E così a maggio ci saranno più soldi in busta paga”. Il premier ha osservato che “dietro i numeri c’è una vita reale di persone che hanno visto finora le bollette crescere e gli stipendi bloccati. Per la prima volta il governo mette un limite agli stipendi dei consiglieri e dà ottanta euro permanenti al mese nella busta paga. In ogni caso tutti i dati verranno messi online”. Renzi ha aggiunto che la copertura per il taglio dell’Irpef viene sostanzialmente da spending review, taglio degli stipendi dei manager pubblici e risparmi favoriti dal calo dello spread. “La spending review può portare 7 miliardi, Cottarelli prudenzialmente ha detto 3 miliardi perché teme che non ci sia la volontà politica di fare tutti quei tagli”, ha dichiarato. Atri, “500 milioni verranno dagli stipendi dei manager pubblici. Ci sono molti dirigenti della pubblica amministrazione che guadagnano più del presidente della Repubblica, è giusto? No. Io sono convinto che i dirigenti italiani siano bravissimi, ma perché devono essere pagati più dei loro colleghi britannici?”. Infine, c’è il risparmio derivante dal calo dello spread, che secondo Renzi potrebbe essere intorno ai 2 miliardi. Il presidente del consiglio ha poi assicurato che anche lo sblocco totale del pagamento dei debiti dello stato nei confronti delle imprese avverrà con soldi veri e coperture a prova di bomba. “I contratti portano un po’ sfortuna…”, ha scherzato Renzi a proposito della richiesta di Vespa di sottoscrivere un contratto sul modello di quello con gli italiani proposto a Silvio Berlusconi qualche anno fa. “Ma facciamo un accordo serio. Entro la fine dell’estate se noi abbiamo sbloccato i debiti della pubblica amministrazione lei decida dove vuole fare un pellegrinaggio…”. Nessuna buona nuova, invece, per i pensionati, che non riceveranno assegni più ricchi. Ma prima di uscire dalla scena il presidente del consiglio aveva inviato un messaggio forte: “Se non arrivano i soldi in busta paga entro il 27 maggio sono un buffone”.

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