19 Giugno 2024, mercoledì
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UniCredit: gli obiettivi al 2018

Oltre 8.000 esuberi in tutta Europa, quotazione di Fineco e valutazione della cessione di UniCredit Credit Management Bank. Ma soprattutto la continuazione della attività di derisking del bilancio. Il Piano Strategico di UniCredit al 2018, presentato contestualmente ai risultati 2013, punta a 6,6 miliardi di utile netto a fine piano e alla conferma tra le banche più solide del vecchio continente.

L’anno della svolta

Intanto, il 2013 si è chiuso con una perdita netta di 14 miliardi di euro, dopo 13,7 miliardi di accantonamenti. E non a caso l’Amministratore Delegato, Federico Ghizzoni, ha parlato di un anno di svolta, da cui accelerare verso una redditività sostenibile. Le azioni di derisking, infatti, consentono alla banca di presentare un CET1 ratio phased-in al 10,4% e un rapporto di copertura dei crediti deteriorati al 52%. La revisione dei processi di erogazione del credito, già attiva, è stata accompagnata da un monitoraggio dei crediti e da un processo di recupero più semplice. Dallo scorso aprile è poi operativo un portafoglio non core, una nuova struttura segregata per la gestione delle esposizioni italiane a maggior rischio.

Portafoglio non core: aggiornamento trimestrale

Il Piano Strategico prevede un reporting distinto del portafoglio non core italiano. Comprende circa 87 miliardi di euro di crediti lordi (33% in bonis, 67% deteriorati), di cui l’80% originato prima del 2009. L’obiettivo per il 2018 è di ridurre il portafoglio non core del 63%: l’avanzamento del processo di riduzione verrà comunicato con cadenza trimestrale.

Costo del rischio sotto i 70 pb nel 2018

Sempre per il 2018 è previsto il raggiungimento di un ROTE di Gruppo del 13% con un CET1 Ratio del 10%, anticipando gli effetti di Basilea 3. La qualità dell’attivo resterà una priorità, con un tasso di copertura target al di sopra del 50% sui crediti deteriorati e un costo del rischio inferiore ai 70 pb, sempre nel 2018.

4,5 miliardi di euro di investimenti

In vista 4,5 miliardi di euro di investimenti per ristrutturare la rete e procedere alla digitalizzazione sui mercati dell’Europa occidentale. Previsti tagli ai costi per 1,3 miliardi, grazie a iniziative mirate per semplificare le attività, e l’abbattimento al 51% del cost/income. Si parla di 8.500 esuberi, di cui 5.700 in Italia.

Fineco in Borsa. Ipotesi cessione per Credit Management Bank

Nel corso del 2014 dovrebbe avvenire la quotazione in Borsa di Fineco. In valutazione anche la cessione di UniCredit Credit Management Bank (UCCMB) la più grande piattaforma di riscossione di crediti in Italia, a un operatore specializzato. Gli effetti di queste potenziali operazioni non sono considerati nel Piano Strategico 2013-18.

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