Tasi prima e seconda casa: aliquote, maggiorazioni ed agevolazioni

Tasi 2014, tassa sui servizi indivisibili: come e quando si deve pagare.
La Tasi, la tassa sui servizi indivisibili la cui aliquota base, al 2,5 per mille, può essere innalzata dai Comuni italiani di un altro 0,8 per mille, quindi fino al 3,3 per mille.
Per gli altri immobili, invece, si potrà arrivare fino all’11,4 per mille in accordo con quanto riporta FiscoOggi, il Quotidiano Telematico dell’Agenzia delle Entrate. L’innalzamento fino allo 0,8 per mille dell’aliquota Tasi sulla prima casa è però subordinato alla definizione da parte dei Comuni di agevolazioni proprio sulla prima abitazione con particolare riferimento alle famiglie a basso reddito.
Alcune Associazioni dei Consumatori hanno in ogni caso mal digerito l’aumento della massima aliquota Tasi sulla prima casa in quanto molti Comuni italiani con le casse vuote di sicuro si avvarranno di tale opzione mentre ad oggi sono vaghe e del tutto indefinite le contestuali agevolazioni che le Amministrazioni locali dovrebbero poi offrire alle famiglie a basso reddito e proprietarie della sola casa dove vivono.
La Tasi 2014 si potrà pagare utilizzando il bollettino postale oppure utilizzando il modello di pagamento unificato F24. Per quel che riguarda le scadenze di pagamento, queste saranno definite dai Comuni e comunque in almeno due rate semestrali dando contestualmente la possibilità di poter saldare la tassa sui servizi indivisibili in un’unica soluzione entro e non oltre la data del 16 giugno del 2014.
In attesa di sapere se il vincolo che evita una Tasi più salta dell’Imu, il Corriere della Sera ha compilato una tabella in cui vengono riportati i costi della gabella nell’ipotesi in cui ci fosse il già citato vincolo di un importo superiore o pari alla vecchia Imu. Ma comunque vada, sarà una stangata.
I parametri – I valori considerati sono quelli medi catastali per le categorie più diffuse, ossia la A/2 e la A/3; quattro le dimensioni valutate, ossia 50, 80, 100 e 130 metri quadri. Si scopre così che nella categoria A/2 gli importi maggiori sono a Torino: per 100 metri quadri la Tasi ammonterebbe a 601 uero, 15 euro in più rispetto a Roma; a Milano si pagherebbero 507 euro. Per quel che riguarda la categoria A/3, Roma è la più cara: 554 euro per 110 metri quadri contro i 113 di Torino, i 232 di Milano, i 385 di Bologna, i 284 di Firenze e i 406 di Genova.
Esempi/1 – Per una casa di 50 metri quadri di categoria A/2, a Torino si pagheranno 300 euro, 244 a Roma, 154 a Milano, 140 a Bologna, 241 a Genova e 64 a Firenze. Per 80 metri quadri la cifra sale a 466 euro a Genova, 480 euro a Torino, 195 a venezia, 366 a Milano, 301 a Napoli e 247 a Catania. Quindi gli immobili di 100 metri quadri, categoria sempre A/2: tra gli esempi ecco i già citati 601 euro di Torino, i 293 di Venezia e i 296 di Verona, i 352 di Bari, i 480 di Bologna, i 328 di Firenze e i 582 di Genova, tra le città più care. Se la casa è di 130 metri quadri a Bari si pagano 517 euro, 684 a Bologna, 757 a Genova, 184 a Palermo, 761 a Roma, 781 a Torino, 719 a Milano, 441 a Venezia e 444 a Verona.
Esempi/2 – Il secondo scenario è quello relativo ad abitazioni accatastate nella categoria A/3. Alcuni esempi per un immobile di 50 metri quadri: si pagheranno 220 euro a Roma, 184 a Torino, 108 a Genova, 93 a Bologna, 46 a Bari, 27 a Catania, 61 a Milano e zero euro a Palermo, Venezia e Verona. Per una casa di 80 metri quadri, si pagheranno 443 euro a Roma, 353 a Torino, 217 a Milano, 292 a Genova, 194 a Bari, 268 a Bologna, 187 a Firenze, 105 a Venezia e 84 a Verona. Se si passa a 100 metri quadri A/3 la cifra schizza a 554 euro a Roma, 441 a Torino, 406 a Genova, 322 a Milano, 284 a Firenze, 250 a Catania, 285 a Bologna, 292 a Bari, 181 a Venezia, 155 a Verona e 28 euro a Palermo. Infine l’esempio delle abitazioni di 130 metri quadri, per le quali si pagheranno 720 euro a Roma, 574 a Torino, 528 a Genova, 478 a Milano, 561 a Bologna, 440 a bari, 325 a Catania, 351 a Napoli, 296 a Venezia 261 a Verona e solo 96 a Palermo.

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