28 Maggio 2024, martedì
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Leasing e mutui a prova di sicurezza

La sicurezza dei dati è un punto di partenza imprescindibile per le società che operano nel settore finanziario. Lo sanno bene i professionisti di Trebi Generalconsult, software house specializzata nel campo del mediocredito con particolare focus su leasing, finanziamenti e mutui. «Il nostro core business è orientato alla progettazione, allo sviluppo e alla gestione di sistemi informativi per le società nostre clienti», ha spiegato a Circuits Nicola Bruno, fondatore e amministratore della società nata a Milano oltre trent’anni fa e presente oggi con filiali operative anche a Bologna e Genova attraverso un team di 120 addetti.
Trebi Generalconsult, ha spiegato il manager, è strutturata in due macro divisioni: da un lato ci sono i consulenti dell’area amministrativa/finanziaria, a cui fanno capo le attività di analisi funzionale, assistenza e supporto utenti, il project management, la formazione, la consulenza direzionale e organizzativa e le attività di business intelligence. Dall’altro lato ci sono i consulenti IT, che seguono invece l’attività di progettazione, sviluppo e manutenzione dei sistemi informativi, l’assistenza e il supporto tecnico nei confronti degli utenti. «Nel mondo finanziario a cui ci rivolgiamo, computer e sistema informativo sono il cuore operativo del business», ha raccontato Bruno, «se si ferma il sistema informativo si ferma l’attività: per questo è vitale avere un sistema informativo che copra tutte le aree del business, funzionale e aggiornato sulle normative, performante e utilizzabile ovunque ci si trovi. Per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti, avevamo bisogno fondamentalmente di assicurare un elevato grado di sicurezza dei dati, come richiesto da chi opera nel settore bancario, ma anche di aumentare la potenza elaborativa e la capacità di memorizzazione dei sistemi offerti».

La risposta è arrivata da una soluzione realizzata da Ibm e dal partner Varsidim basata su server Ibm Power 750 P7, San e sistemi di storage V7000 con tape library TS 3200 dotate di tecnologia Lto. «Abbiamo introdotto una piattaforma Ibm Power che ci ha consentito livelli di sicurezza altrimenti impensabili», ha spiegato Bruno, «inoltre con i sistemi di storage Storewize siamo riusciti ad aumentare le prestazioni e a garantire la possibilità di una maggiore scalabilità. Ora disponiamo di un datacenter sicuro veloce e affidabile che ci permette di realizzare nuovi progetti garantendo altissimi livelli di servizio». Per quanto riguarda gli sviluppi futuri volti a migliorare i servizi alla clientela, Bruno ha spiegato che Trebi sta puntando attualmente su tre direttrici: «innanzitutto stiamo lavorando all’introduzione della gestione documentale, ovvero all’eliminazione della carta nel lavoro di ufficio: il giro dei documenti nella società non avverrà più fisicamente. La maggior parte dei documenti arriva già per via elettronica, mentre quelli ancora in formato cartaceo vengono passati allo scanner e resi accessibili in formato elettronico». Una volta realizzato questo passaggio, «puntiamo a implementare una sorta di scrivania elettronica, il cosiddetto workflow»: in questo modo il lavoro verrà assegnato all’impiegato non tramite un giro di carte o e-mail, ma dal work flow stesso, che applica in modo automatico le direttive organizzative della società. «Con le vecchie procedure informatiche era l’impiegato che doveva navigare nei menù e raggiungere la funzione da utilizzare per il proprio lavoro, mentre con il work flow è il lavoro che viene a cercare l’impiegato che, una volta acceso il pc, visualizza i propri impegni per la giornata – come per esempio a registrazione di una fattura – e il link a cui collegarsi per portarli a termine», ha spiegato il manager. Infine la società sta lavorando al passaggio dal linguaggio di programmazione Cobol al Java. Più in generale, ha concluso Bruno, Trebi sta compiendo un passaggio dall’Information Technology verso l’Information and Communication Technology: «si tratta di un cammino verso l’innovazione, che comporta naturalmente investimenti: circa il 10% dei nostri collaboratori è dedicato alla ricerca e realizzazione applicativa di soluzioni tecnologiche nell’ambito delle società finanziarie».

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