22 Febbraio 2024, giovedì
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Napolitano incarica Renzi. E lo spread scende a 192

Dovevano essere le 10,30, sono state le 10,15 o giù di lì. Con leggero anticipo rispetto ai tempi previsti e alla guida di una Giulietta Bianca Matteo Renzi, segretario del Pd e più che probabile premier incaricato, è salito al Quirinale per ricevere l’investitura ufficiale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che ieri, terminate le rapidissime consultazioni, ha convocato il sindaco di Firenze con l’obiettivo di risolvere in tempi quanto più brevi sia possibile la crisi di governo. Ma se il premier c’è, e per la squadra di governo è ancora in corso, con progressi, per Renzi la strada è tutt’altro che sgombra. Prima di tutto perché è in pieno svolgimento il braccio di ferro sul nome del mninistro dell’Economai destinato a succedere a Fabrizio Saccomanni, bersagliato quest’ultimo dalle critiche di destra, centro e sinistra. E poi perché sulla legge elettorale il Nuovo Centrodestra chiede di abbassare la soglia di sbarramento per le coalizioni, fissata al 12%, mentre Forza Italia, sulla base dall’accordo sull’Italicum concluso tra Renzi e Silvio Berlusconi, chiede che l’intesa venga approvata al più presto e con il minor numero di modifiche possibili, pena la rottura del tavolo delle riforme. Come se non bastasse, Ncd ha posto condizioni forti anche sul programma, con una politica economica che dovrà avere un occhio di riguardo per il “grande ceto medio italiano”, così lo ha definito Alfano. Il vicepremnier nel governo Letta si è poi confrontato con durezza con Forza Italia e ha attaccato Berlusconi: “E’ irriconoscibile per rabbia e rancore, noi non siamo mai stati così distanti dalla sua violenza. E’ circondato da troppi inutili idioti”. Al di là delle difficoltà, Renzi dopo l’incarico, tornerà a Firenze e lì resterà fino a martedì. Poi, dopo le trattative finali che comunque non potranno essere interminabili, perché il leader del Pd ha dichiarato “io non mi farò imbrigliare”, tra mercoledì e giovedì si svolgeranno il giuramento al Quirinale e il passaggio delle consegne da Letta a Renzi. Venerdì il nuovo presidente del consiglio dovrebbe andare in senato e chiedere la fiducia e sabato alla camera.

 

Renzi:4 mesi per le riforme: febbraio istituzionali, marzo lavoro, aprile pubblica amministrazione, maggio fisco

Al termine del colloquio, durato oltre un’ora e mezza, Renzi ha annunciato: “Ho ricevuto l’incarico e ho accettato con riserva per la rilevanza di questa sfida. Nel corso delle prossime ore incontrerò i presidenti di camera e senato, poi sarò a Firenze per questioni istituzionali e da domani comincerò le consultazioni formali e ufficiali. Ho davanti a me un impegno molto significativo e con il presidente della Repubblica, che ringrazio, abbiamo discusso dell’allungamento della prospettiva politica di questa legislatura fino alla sua scadenza naturale (cioè il 2018, ndr). Nelle prossime ore valuteremo con straordinaria attenzione scelte e tempi”. Renzi ha poi annunciato che entro febbraio si farà un “ingente lavoro sulle riforme istituzionali”, in marzo sarà la volta delle riforme del lavoro, in aprile della pubblica amministrazione, in maggio del fisco. L’ormai quasi ex sindaco di Firenze, dopo avere lasciato il Quirinale, è arrivato, a Montecitorio per incontrare la presidente della camera, Laura Boldrini, alle 12.25. Il segretario del Pd ha raggiunto la camera sempre a bordo della Giulietta bianca con cui si è recato anche al Quirinale stamattina. E successivamente si è trasferito al senato, dove è stato ricevuto dal presidente Pietro Grasso. Una nota della presidenza di Montecitorio annuncia che le consultazioni di Renzi, da domani, si terranno nella Sala del Cavaliere, alla camera. “Ho ccolto con favore la richiesta che possano svolgersi alla Camera le consultazioni, che avranno luogo a partire da domattina nella Sala del Cavaliere”, spiega Boldrini.

Lo spread torna sotto quota 200, a 192 punti nei confronti del Bund decennale tedesco

Spread tra Btp e Bund ai minimi dal 2006 dopo la decisione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di affidare l’incarico a formare il governo a Matteo Renzi. Il differenziae tra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi è sceso a 192,89 punti. Il rendimento arretra al 3,614%, il minimo dal 2006. A restringere il differenziale sono le attese per il nuovo governo e il giudizio positivo di Moody’s.

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