25 Febbraio 2024, domenica
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Electrolux: Per l'occupazione occorre un piano industriale che miri al lancio di produzione nuove

electroluxSeguo con apprensione da sempre la crisi del manifatturiero del nostro territorio, che ha assunto dimensioni preoccupanti. In tempi non sospetti ho espresso la necessità di uno sforzo comune per ripensare la vocazione produttiva del territorio pordenonese. Nei mesi passati sono stato tra i primi ad interrogare direttamente il governo sulle azioni per affrontare la questione Electrolux.

La crisi Electrolux è il segnale di un sistema produttivo che ha perso non solo competitività ma anche lucidità strategica. Le proposte di sacrifici e le riduzioni del costo del lavoro possono arrestare temporaneamente l’emorragia e bloccare ad ogni costo la chiusura degli stabilimenti italiani, ma non possono guarire una malattia che ha radici economiche globali prima ancora che locali. Il successo della Zanussi si è fondato sulla capacità di anticipare il futuro, guardando alle nuove esigenze che affioravano in seguito al boom economico. Ora, per rilanciare la produzione occorre porre sul tappeto nuovamente la stessa domanda: di cosa avranno bisogno le persone in futuro?

La spesa pro-capite in discesa e gli indicatori demografici su scala europea fanno capire che la produzione non può in ogni caso puntare esclusivamente su prodotti maturi, per i quali esiste ormai una competizione agguerrita che tende a mettere fuori mercato gran parte dei prodotti made in Europa. Per rilanciare l’occupazione occorre dunque investire su produzioni non solo aggiornate ma anche del tutto nuove. Gli elettrodomestici del futuro sono legati a due filiere in forte evoluzione: la domotica e la trasformazione della rete di distribuzione elettrica. Sono convinto sia questa la strada da battere, suggerendo al limite alla grande azienda multinazionale la via della joint-venture per ampliare e modellare le gamme di prodotti. Il rilancio della capacità produttiva del nord est dipende in larga misura anche dalla capacità di avviare produzioni del tutto nuove, contagiando in caduta l’intero sistema produttivo. Se non si vuole che gli investimenti pubblici si risolvano in una sorta di cure palliative a malati terminali, dovranno essere vincolati a questa nuova direzione.

Per quel che mi compete e per quanto mi é possibile, non essendo tra l’altro uno degli attori principali al tavolo di concertazione sull’Electrolux, sto lavorando in questa direzione, seguendo la vicenda e operando a fianco della Presidente Serracchiani e del Vicepresidente Bolzonello per tentare di salvaguardare i diritti e l’occupazione di tutti i lavoratori interessati. E’ a loro in primo luogo che va la mia piena solidarietà e disponibilità, consapevole che la chiusura dello stabilimento di Porcia rappresenterebbe un colpo tremendo per tutto il nostro sistema produttivo e dunque per moltissime famiglie, già messe a dura prova dal perdurare della crisi.

Ufficio Stampa

on. Giorgio Zanin

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