5 Marzo 2024, martedì
HomeNewsLegge elettorale: la soglia di sbarramento va ridotta

Legge elettorale: la soglia di sbarramento va ridotta

legge-elettorale1Anche a proposito di legge elettorale, come al solito, la nostra classe politica mostra di essere rissosa e incapace di guardare oltre la punta del proprio naso. Probabilmente l’Unione Europea imploderà ma rimarrà l’idea di costituire comunque una sovrastruttura nazionale. E allora con chi andremo noi? Se andremo con gli altri paesi latino-meditterranei (Portogallo, Spagna Grecia e Cipro) è evidente che non potremo avere una legge elettorale e un sistema politico assolutamente dissimile da quello di queste nazioni, che – più diligentemente di noi – si sono fatti una legge elettorale che funziona e che dà governabilità.

L’idea di mutuare il nuovo sistema elettorale italiano da quello spagnolo andava dunque nella direzione giusta. Ma veti, controveti e risse varie stanno completamente snaturando quell’impianto che – a quanto si legge – produce stabilità, riduzione della frammentazione politica, e soddisfacente rappresentatività.
congreso de los deputatosLa legge elettorale spagnola entrò in vigore nel 1977 con la Costituzione spagnola che trasformò il regime franchista in una monarchia parlamentare. Il Parlamento spagnolo, le Cortes generales, consiste di due camere, il Congresso dei Deputati e il Senato Il sistema elettivo è di tipo proporzionale alla Camera e maggioritario al Senato. Entrambi i sistemi prevedono però meccanismi di correzione nell’assegnazione dei seggi, in modo da favorire i partiti maggiori e ridurre , senza eliminarli, i partiti minori.

In Spagna come oggi in Italia, le liste sono bloccate, cioè senza voto di preferenza. Gli elettori quindi non possono esprimere preferenze per i singoli candidati i quali vengono eletti in base all’ordine di presentazione ai seggi. Quindi la favola che questo sistema è antidemocratico è appunto una favola. Serve per eliminare il cosiddetto voto di scambio: tu dai un voto a me io prometto un vantaggio a te.

Il sistema elettorale spagnolo prevede un numero molto elevato di circoscrizioni, cioè le circoscrizioni sono poco estese territorialmente.. I deputati del Congresso (cioè della Camera) non sono 600 e passa come da noi. Sono solo 350, per cui il numero di rappresentanti che si eleggono in ogni circoscrizione è molto basso: varia da 1 di Melilla e Ceuta ai 30 delle province di Madrid e Barcellona. Mediamente ogni circoscrizione elegge quindi sette deputati. Lo sbarramento quindi è già in questa distribuzione dei seggi. Ecco perché lo sbarramento ufficiale – giustamente – è molto basso (solo del 3%) ed è a livello circoscrizionale. Cioè se un partito vuole eleggere deputati in una circoscrizione in quella circoscrizione deve ottenere più del 3% dei voti. Questo vale a escludere i partiti troppo piccoli. Mentre invece l’effetto degli altri elementi prima citati (circoscrizioni numerose e ristrette sotto il profilo territoriale), avvantaggia i partiti più grandi in quanto i partiti più piccoli conseguono una rappresentanza parlamentare un po’ più ridotta di quella che conseguirebbero se la distribuzione dei seggi fosse fatta a livello nazionale.L’elezione dei senatori poi è regolata in base a un criterio maggioritario attenuato, che anch’esso premia i partiti e le coalizioni più votate.

Ma – ahimè – con questo sistema si favoriscono le formazioni regionali i cui consensi sono concentrati in specifiche circoscrizioni. In Spagna infatti, ci sono solo tre partiti nazionali (Pp, Psoe e postcomunisti) e molti partiti regionali (Convergéncia i Uniò de Catalunya-Ciu, Partido Nacionalista Vasco-Pnv, Coaliciòn Canaria-Cc e Esquerra Repubblicana de Catalunya-Erc) alcuni di destra, alcuni di sinistra. Mentre invece in Italia il partito regionale è uno solo (Lega Nord) e si colloca ormai stabilmente nel centro-destra, dove però non è accettato da alcuni partiti dello stesso centro-destra. Domanda: E’ questa una buona ragione per snaturare il sistema elettorale spagnolo e rivoltarlo come un calzino? Assolutamente no!

lega nordNessuno si rende conto che è pura follia escludere da Parlamento un partito che potenzialmente può raccogliere il 30% dei consensi in Lombardia e il 40% dei consensi in Veneto e che si compone di tre tendenze, una territorialista, una federalista e l’altra secessionista. E che sono estremamente inquietanti le parole di Salvini il quale sostanzialmente sembra dire: “Se ci escludono dal Parlamento non c’è problema! Valorizzeremo la tendenza secessionista!”

L’unica variante accettabile rispetto alla Spagna era il premio di maggioranza in quanto mentre in Spagna l’elettorato è spaccato in due, in Italia è diviso in tre e quindi occorre che una delle tre coalizioni, per essere maggioritaria in Parlamento, abbia una spinta.
Ma la soglia di sbarramento prevista originariamente per i partiti minori (8% per i non coalizzati e il 5% per i partiti coalizzati) è semplicemente assurda. L’abbassamento della soglia per i partiti in coalizione, richiesta sia da Ncd sia da Sel, è stata fatta scendere dal 5 al 4,5%, una correzione che suona come un’offesa e fa infuriare Nichi Vendola.
Vendola ha ragione. La soglia deve scendere ancora e deve uniformarsi a quella spagnola (3%)! Il Parlamento quindi faccia la sua parte!

Michele Imperio

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti