25 Febbraio 2024, domenica
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Frode alimentare in Francia: cavalli da laboratorio nel piatto

Prima li hanno usati per produrre medicinali contro rabbia e tetano, poi li hanno destinati alla macellazione.
In Francia torna l’allarme alimentare: circa 200 cavalli destinati a finire nei maneggi (o all’eliminazione) sono invece finiti nei piatti dei consumatori.
A denunciare il nuovo scandalo è stato il quotidiano Il Corriere della Sera, secondo cui a neppure un anno dal caso Spanghero in cui la carne di cavallo era spacciata per manzo nelle lasagne pronte, Oltralpe stanno conoscendo un altro scandalo alimentare. Questa volta la carne equina era venduta come tale, ma non sarebbe dovuta finire in tavola.
CAVALLI USATI DALLA SCIENZA. A svelare il nuovo caso sono state le forze dell’ordine francesi che nella mattinata di lunedì 16 dicembre hanno arrestato 21 persone dopo un’operazione durata mesi a seguito di una segnalazione anonima.
Nella vicenda la casa farmaceutica Sanofi-Pasteur si è dichiarata parte lesa perché si considera una vittima di quanto accaduto.
ANIMALI VENDUTI PER POCHI EURO. In pratica, dal 2010 al 2012 dallo stabilimento di Sanofi di Alba-la-Romaine sarebbero stati venduti a un mercante di cavalli decine di animali che erano stati usati per la produzione di anticorpi al prezzo irrisorio di 10 euro. L’uomo ha poi venduto i cavalli a un grossista di Narbonne che li ha macellati falsificandone i certificati.
NIENTE PANICO IN FRANCIA. Per evitare di seminare il panico, il procuratore di Marsiglia ha spiegato che «i cavalli non erano destinati al consumo per pura precauzione» e «non perché fossero contaminati».
Le autorità infatti hanno insistito sul fatto che non ci siano prove sul fatto che gli animali possano essere un pericolo per la salute. Da quanto riferito, alla Sanofi hanno subito iniezioni di vaccini per produrre siero con anticorpi, ma non è escluso che alcuni cavalli fossero malati.
IN MANETTE I RESPONSABILI. Lo scandalo, nonostante le rassicurazioni, appare immane.
A differenza di quanto accaduto a inizio 2013, i consumatori sapevano di acquistare carne equina, ma ignoravano che provenisse da cavalli usati per test di laboratorio.
Un ruolo decisivo nella vicenda, secondo gli inquirenti, l’hanno avuto quattro veterinari e un tecnico informatico che hanno falsificato i certificati degli animali.
CARNE CONSUMATA NEL PAESE. La vicenda non dovrebbe riguardare l’Italia: la carne sospetta sarebbe stata consumata nel Sud della Franca a quanto hanno spiegato da Marsiglia.
Il governo francese ha precisato che dopo il caso Spanghero i controlli si sono intensificati ed è grazie a questi che è stata scoperta la truffa.
«Abbiamo messo sotto controllo tutta la filiera carne e pesce nel Paese», ha fatto sapere Benoit Hamon, ministro per l’Economia solidale e il consumo, «siamo impegnati a fondo perché i cittadini possano fidarsi di quel che mangiano».

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