5 Marzo 2024, martedì
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Carceri, amnistia e indulto: arriva in Cdm il decreto

Il ministro Cancellieri preannuncia provvedimento in esame oggi

Roma – “Martedì porteremo in Consiglio dei ministri dei provvedimenti molto importanti sulla giustizia penale e civile e sulle carceri” ha dichiarato Annamaria Cancellieri. Sulle condizioni “disumane” delle carceri in Italia è tornato a parlarne anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano confidando in un’azione delle Camere e il premier Letta ha confermato che da oggi il Cdm “darà seguito” alle sue parole. Si apre quindi una settimana importante per la giustizia.

Oggi prenderà corpo il provvedimento governativo che potrebbe produrre, secondo le prime stime del ministero, 3mila detenuti im meno che, sommati ai 4mila usciti in virtù delle precedenti misure svuota-carceri, salgono a 7mila. La liberazione anticipata prevede uno “sconto” per buona condotta che verrà calcolata su 75 giorni anzichè 45 ogni 6 mesi. La misura avrà valore retroattivo e varrà 2 anni dall’entrata in vigore della legge. Previsto anche l’utilizzo del braccialetto elettronico per chi starà ai domiciliari. La novità è l’applicazione esterna: affidamento in prova, permessi, lavoro esterno. La misura, oggetto fino alla fine di confronto con gli Interni, va letta anche come un incentivo ad adottarla per i magistrati, che finora l’hanno applicata poco e ora dovranno stendere delle motivazioni quando non la adottano ritenendo il soggetto troppo pericoloso. Resta fermo che il detenuto deve dare il consenso.

Per l’affidamento in prova verrà innalzato il “tetto” di pena da scontare per il quale si potrà beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali: ora è di 3 anni e passerà a 4, ampliando la platea: la stima è che riguardi 1000-1500 persone. Per i detenuti tossicodipendenti, il decreto aumenterà le possibilità di affido terapeutico per favorire la cura nelle comunità di recupero anche in caso di recidiva per reati minori. Sempre sul fronte tossicodipendenze arriverà il reato di “spaccio lieve” con pene minori da uno a 5 anni e multe per decongestionare i penitenziari. Verrà istituito il Garante nazionale dei detenuti, organo indipendente preposto a una tutela extra-giudiziale dei diritti di quanti si trovano ristretti negli istituti penitenziari.

Per quanto riguarda le riforme in campo penale, che oggi non dovrebbero approdare in Cdm, le misure dovrebbero prevedere una revisione dei meccanismi di impugnazione in Cassazione, limitando quelle dei pm nei casi di sentenza doppia-conforme di assoluzione ed escludendo il ricorso diretto degli imputati, che spesso è fatto con obiettivi dilatori. Tutto questo dovrebbe alleggerire il carico giudiziario in entrata con meccanismi di deflazione già in fase di indagine, per esempio con la possibilità di arrivare all’archiviazione per irrilevanza del fatto; potenzierà i riti speciali, prevedendo probabilmente il patteggiamento in appello; rafforzerà le garanzie degli imputati in custodia cautelare con possibili interventi anche sul meccanismo del Riesame.

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