18 Aprile 2024, giovedì
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Attrarre e trattenere i talenti: Svizzera al top, Italia 36esima

La Svizzera è il paese più competitivo al mondo nell’attrarre, valorizzare e trattenere i talenti. La confederazione guida infatti il primo Global talent competitiveness index, la classifica mondiale lanciata da Adecco e Insead che, su un totale di 103 paesi (che rappresentano l’86% della popolazione e il 97% del pil mondiale), vede l’Italia solo al 36esimo posto. L’indice, che evidenzia una predominanza dei paesi europei ai primi posti, prende in considerazione variabili come le competenze tecniche in ambito professionale, gli investimenti nell’istruzione e le competenze di conoscenza globale. Nella top ten, dopo la Svizzera, figurano Singapore, Danimarca, Svezia, Lussemburgo, Regno Unito, Finlandia, Stati Uniti, Islanda : nazioni che presentano molti aspetti in comune, tra cui importanti investimenti nell’istruzione (Regno Unito, Svizzera), una storia di immigrazione (Usa) e una chiara strategia per sviluppare e attrarre i migliori talenti (Singapore). La 36esima posizione dell’Italia risulta da una relativa scarsa capacità di attrarre talenti (in base a questa variabile, il nostro paese scende al 79esimo posto) e da una migliore capacità di farli crescere (33esima posizione secondo questa variabile), grazie a buone valutazioni dell’efficacia e della qualità del sistema dell’istruzione scolastica e universitaria, secondo gli standard internazionali. I principali fattori critici per la capacità di attrarre talenti in Italia sono rappresentati da una bassa “apertura verso l’esterno” del sistema paese, da una limitata mobilità sociale, da una scarsa presenza delle donne nel mondo professionale. “Il talento è la vera risorsa chiave per l’economia globale”, dichiara Federico Vione, ceo di Adecco Italia. “Ciò significa che i giovani devono investire sull’apprendimento e la formazione continua, le aziende devono poter investire sui talenti e i governi devono aiutare la mobilità e la flessibilità del mercato del lavoro”.  “La capacità di attrarre i talenti sta diventando la vera moneta con la quale paesi, regioni e città competono l’uno con l’altro”, gli fa eco Bruno Lanvin, consigliere delegato di Global Indices, Insead e co-autore del rapporto. “La disoccupazione giovanile è diventata una questione centrale in tutti i tipi di paesi, ricchi o poveri, industrializzati o emergenti: oltre il 50% delle persone più giovani di 25 anni sono disoccupate nell’Europa meridionale, mentre più del 50% della popolazione di molti paesi africani ha meno di 18 anni. Il mero confronto di queste due cifre dà un’idea delle tensioni e delle sfide che ci troveremo ad affrontare nel prossimo futuro”.

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