If lancia gli Stati generali del liberalismo

Italia Futura si lascia alle spalla la presidenza di Nicola Rossi, che con una nota indirizzata al direttivo della fondazione creata da Luca Cordero di Montezemolo comunica le sue dimissioni, e si propone come primo soggetto aggregatore di “tutti coloro che si riconoscono nei valori e nell’ideale di una Ricostruzione Liberale del Paese” attraverso la convocazione degli “stati generali del liberalismo in Italia”. Un evento, spiega un post firmato dal direttore di Italia Futura Piemonte, Gabriele Molinari, e da Giovanni Susta che crei le premesse per “l’alternativa liberale all’attuale e composito coacervo di conservatorismi, prendendo magari a modello quel Valery Giscard d’Estaing che nei primi anni ’70 fece uscire la Francia dal gollismo con rinnovato spirito unitario di matrice liberale, popolare, riformatrice ed europeista”.

Così come è fallito, almeno a giudicare dalla parabola politica di Nicola Rossi, uscito a suoi tempo dal Pd, il tentativo di determinare una svolta liberale all’interno dei Democratici. Si spiegano così la crociata di Montezemolo contro i danni del bipolarismo aggressivo in salsa italiana, la creazione di Italia Futura e successivamente l’adesione a Scelta civica. Certo è che adesso i liberali, tramontata l’idea del Terzo polo alternativo al centrodestra e al centrosinistra cercano nuovi orizzonti. E mentre Montezemolo, il ministro della Difesa Mario Mauro e il leader di Sc Mario Monti guardano al Ppe e a una collocazione nell’ambito di un centrodestra deberlusconizzato, molti, al contrario, pensano a un dialogo serrato con il Pd di Matteo Renzi in  vista di una possibile alleanza elettorale.

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