25 Febbraio 2024, domenica
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RICHIESTA DI UN DETENUTO: “SAN VITTORE DISUMANO, LIBERATECI”

Vivono in sei in uno spazio di 2,5 per 4,5 metri. E quasi tutta la cella, nel carcere di San Vittore, è occupata da tre letti a castello.

Condizioni talmente disumane che Hassan H., detenuto egiziano di 28 anni finito dentro il 5 settembre per spaccio di hashish, ha chiesto al giudice delle direttissime Giuseppe Cernuto di tornare in libertà.
Il legale di Hassan H., Mauro Straini, ritiene che la situazione carceraria contrasti con il codice di procedura penale, la Costituzione e le indicazione della Ue. La detenzione, infatti, deve essere «conforme alle norme poste a tutela dell’umanità del detenuto», spiega Straini. Secondo l’articolo 27 della Costituzione, inoltre, «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». E la Convenzione europea per i diritti dell’uomo stabilisce che nessuno possa essere «sottoposto a tortura o a trattamenti inumani o degradanti». Principio per il quale l’Italia è stata condannata più volte dalla corte di Strasburgo che nella sentenza Torreggiani ha «riconosciuto la natura strutturale della situazione di sovraffollamento delle carceri italiane».
Sul caso è intervenuto durante il question time alla Camera il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: «Entro fine mese è prevista l’apertura di nuovi padiglioni carcerari a Cremona, Pavia e Voghera. E questo consentirà di trasferire almeno 300 detenuti da San Vittore». Nel carcere milanese, ha ricordato il ministro, ci sono «1592 detenuti: dato alto rispetto alla capienza, ma più basso rispetto al novembre 2012, quando i detenuti erano quasi 1700».

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